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Punteruolo rosso, la Sicilia supera l’emergenza e ridà linfa al comparto

 

L’assessore La Via: «Abbiamo operato bene».  E così le palme ritornano sui mercati

 
     
di Valentina Madonia    
   

PALERMO (22 luglio 2008) – Rientrata l’emergenza punteruolo in Sicilia, ma questo non vuol dire abbassare la guardia. Dunque, si profila un futuro più roseo per le palme siciliane: dopo circa un anno di intenso lavoro che ha portato all’abbattimento e alla successiva distruzione di circa 4500 piante e al superamento della fase critica dell’emergenza punteruolo, la Regione continua la sua attività di difesa e di lotta al coleottero, con un nuovo piano d’azione la cui parola chiave è “prevenzione” come afferma lo stesso assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via che aggiunge: «I risultati ottenuti fino ad oggi ci dicono che abbiamo operato bene, limitando al massimo i danni. Ma dobbiamo guardare oltre. Le

Giovanni La Via
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prime risultanze delle numerose sperimentazioni effettuate con la collaborazione di equipe delle Università di Palermo e Catania,  guidate da docenti Stefano Colazza e Santi Longo, ci hanno convinto, in vista anche di quello che consideriamo statisticamente un periodo a rischio, e cioè i mesi di ottobre e novembre,  a cambiare strategia. Ancora una volta – conclude La Via – così com’era avvenuto nella fase di avvio del piano di abbattimento, la Sicilia farà da apripista rispetto alle altre regioni d’Italia». Superata la fase dell’abbattimento, che d’ora in poi sarà limitato alle sole piante irrimediabilmente colpite e quindi, in ogni caso destinate alla morte, si procederà anche a iniettare nel tronco delle palme dei principi attivi che proteggano le piante. In sostanza, tra gli obiettivi dell’assessorato regionale all’Agricoltura non soltanto la tutela del paesaggio caratterizzato profondamente dalla presenza delle palme, e delle canariensis in particolare, ma anche la promozione di un sistema produttivo che pone la Sicilia del vivaismo al primo posto in Italia con un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro.

Il valore paesaggistico Con un attacco a macchia di leopardo, localizzato prevalentemente in 62 Comuni dislocati nella fascia costiera della Sicilia, il coleottero originario dell’Asia ha rischiato di compromettere lo sky line dell’Isola, ormai da secoli caratterizzato dalla presenze delle palme. Immediata la risposta dell’assessorato che, tramite la task force dell’azienda foreste demaniali e con la collaborazione dell’Esa e di alcuni enti locali fra cui i Comuni di Catania, Palermo e Marsala e la provincia di  Trapani ha avviato un piano di lotta concentrato nei territori “border line” ossia ai margini delle aree direttamente colpite al fine di limitare l’entità dell’attacco. Il risultato è stato l’abbattimento di 4500 piante nell’ultimo anno e mezzo, di cui ben 3000 nei mesi invernali in modo da approfittare del periodo di riposo del coleottero e ottimizzare l’intervento prima che i primi caldi primaverili facessero riprendere l’attività di volo. Attività sicuramente positiva, vista la riduzione del numero di segnalazioni come riportato in un recente servizio sul nostro quotidiano on line (vai all’articolo correlato), ma soprattutto capace di tutelare il patrimonio palmicolo regionale con un intervento sicuramente invasivo, ma che ha colpito poco meno dell’1,5% del numero complessivo di palme (circa 300 mila) presenti in Sicilia. Parallelamente all’attività di lotta è stata portata avanti una ricerca coordinata dall’Università di Catania e di Palermo e in collaborazione con l’unità del Cra di Bagheria, per individuare nuove misure di lotta al coleottero. «Tra le tecniche di difesa e prevenzione già collaudate, che rappresenteranno l’elemento centrale della strategia per i prossimi mesi – spiega Stefano Colazza, dell’Università di Palermo – vi è sicuramente quella che prevede l’iniezione sul tronco della pianta di principi attivi che proteggano le piante (endoprevenzione) o annullino gli effetti dei primi attacchi (endoterapia). Contestualmente la nuova strategia prevede il trattamento della chioma anche con prodotti biologici e quindi a bassissimo impatto ecologico. Altra tecnica che verrà utilizzata, dopo la sperimentazione positiva effettuata a Palermo su circa 70 esemplari,  è la dendrochirurgia, ovvero l’asportazione della parte malata. Un altro intervento, che da circa 5 mesi si sta sperimentando nella zona di Marsala, una delle più infestate dell’Isola, riguarda l’utilizzo di trappole. I primi dati indicano una cattura, nelle 70 trappole installate, di circa 150 esemplari a settimana».

Il valore economico Le palme rappresentano un patrimonio da tutelare non soltanto per il loro valore paesaggistico, ma anche per i riflessi economici che l’attacco del punteruolo ha avuto nei mesi scorsi sul settore vivaistico. Un comparto che pone la Sicilia in testa alla classifica nazionale con un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro. La decisione comunitaria del 2007 che aveva bloccato l’esportazione di palme dalle regioni colpite dal punteruolo rosso ha infatti rischiato di compromettere seriamente questo settore dell’economia isolana. L’intervento della Regione Siciliana in fase di attuazione in Italia di tale decisione è stato ancora una volta tempestivo ed efficace, riuscendo a inserire nelle aree indenni anche i vivai e permettendo così il rilascio in tempi molto rapidi del “passaporto verde” che consente ai vivaisti la movimentazione delle palme. Può ripartire così l’attività commerciale dei vivaisti con la sicurezza, per chi acquista una palma proveniente dalla Sicilia, dei controlli effettuati costantemente dall’Osservatorio malattie delle piante, che non hanno fatto registrare catture di coleotteri all’interno delle aree vivaistiche.

L’appello Se la fase di piena emergenza può dirsi superata, non bisogna comunque abbassare la guardia. I tal senso, l’assessore La Via, oltre a continuare a ringraziare tutti i soggetti intervenuti nel piano di difesa e lotta al punteruolo non si stanca a lanciare un appello a tutti i cittadini, invitandoli a continuare a segnalare all’Osservatorio malattie piante (091229019 - 095894538) eventuali casi di palme malate perché per dirla con La Via «solo con la pronta individuazione si potrà intervenire rapidamente evitando il diffondersi della malattia».


Visualizza l'elenco completo dei Comuni compresi nell'area di infestazione (.pdf)

 

 

 
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