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Un piano nazionale per il settore

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Al via il programma triennale di sostegno per tutta la filiera
     

PALERMO (5 luglio 2010) - Nasce il Piano florovivaistico nazionale. Tra gli obiettivi, aumentare la competitività del settore nel suo insieme, con efficaci e idonee politiche comunitarie, legislative, economiche e commerciali e, nel contempo, predisporre immediate misure di sostegno per il settore attualmente in crisi a supporto della produzione e della commercializzazione al fine di preservare il patrimonio di capacità sia umane che tecniche e produttive, il cui impatto occupazionale è assai rilevante. Tra i cosiddetti obiettivi secondari, invece, il Piano registra l’attivazione di sinergie e progettualità in un’ottica condivisa di distretti florovivaistici tra più enti locali, privati cittadini, operatori della filiera e

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amministrazioni pubbliche. La durata prevista del Piano di settore è di tre anni, anche se è prorogabile, in accordo con le Regioni, previa verifica degli obiettivi e delle azioni. Tuttavia il Piano del settore florovivaistico, sulla base dei nuovi indirizzi derivanti dalla riforma della Pac (gennaio 2009), può essere rivisto e adeguato anche prima della sua scadenza. Le Regioni, inoltre, potranno adeguare i propri Piani di sviluppo rurale per facilitare la realizzazione delle azioni previste nel Piano florovivaistico. Mentre i programmi di ricerca e sperimentazione, finanziati ai diversi livelli, dovranno tener conto delle linee guida e degli indirizzi esplicitati nel Piano nazionale. Per quanto riguarda le risorse finanziarie per l’attuazione del Piano, esse si dividono in “dirette”, disponibili in base al comma 1084, articolo 1 della legge 286/06 (Legge finanziaria 2007) e ulteriori risorse eventualmente attribuite; e “indirette”, attivabili anche nell’ambito di Fondi nazionali e comunitari. Coerentemente con quanto previsto nel Piano strategico nazionale per lo sviluppo rurale 2007-2013, al fine di perseguire una strategia effettiva di filiera, le modalità e le procedure di sostegno finanziario saranno basate sui seguenti principi: attivazione di un processo di concertazione tra le Regioni interessate; sostegno dei progetti di filiera a dimensione regionale (le Regioni possono attivare più misure previste dal Regolamento Ce 1698/2005 e quindi non solo quelle dell’Asse 1, che appaiono quelle più direttamente interessate alla definizione del progetto stesso); individuazione delle coerenze, delle sinergie e complementarità con altre forme di intervento finanziate dalla programmazione nazionale (contratti di filiera) o da quella comunitaria 2000-2006 (progetti integrati territoriali) e dalla politica di coesione 2007-2013; e, infine, rispetto del principio della concorrenza tra gli operatori economici che operano sulle singole filiere.



 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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