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Punteruolo rosso, domani incontro La Via-produttori

 

Intanto per far fronte all'emergenza arrivano le prime terapie

 
   

CATANIA (7 gennaio 2008) – Il Punteruolo rosso continua a mettere a rischio la vita delle palme siciliane. Per questo motivo è previsto per domani, martedì 8 gennaio, a Palermo un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura, Giovanni La Via. Inoltre per far fronte all'annoso problema si pensa di ricorrere anche all’endoterapia. Secondo le prime indiscrezioni, dopo un iniziale coinvolgimento della Forestale, dovrebbe essere gli stessi Comuni, colpiti dal parassita, a procedere con propri mezzi e personale. «Da parte nostra con il supporto scientifico della facoltà di Agraria dell’Università – spiega il dirigente del Verde pubblico, Marco Morabito – stiamo proseguendo nei parchi con il trattamento in

Palme Phoenix
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endoterapia, senza riscontrare effetti collaterali per l’ambiente rispetto ad altri metodi vietati per legge, con risultati che aprono qualche speranza, ma che bisogna aspettare per valutare meglio. Tale trattamento ci dovrebbe consentire in circa tre mesi di proteggere le 1500 palme più a rischio e limitare al massimo i danni». Il temibile Punteruolo rosso, attualmente concentrato sul suo piatto preferito, in futuro, potrebbe danneggiare e distruggere anche le palme più piccole, come la Chamaerops humilis, meglio nota come palma nana e diffusa nella riserva dello Zingaro.
Intanto, davanti alla diffusione del Rhynchophorus ferrugineus, i produttori, soprattutto della Sicilia orientale, hanno costituito un comitato per potere meglio interloquire con le istituzioni e difendere il settore davanti alle minacce delle norme nazionali ed europee, in particolare la decisione Ue del 25 maggio 2007/265/Ce e il decreto ministeriale che la attua, che disciplinano la lotta obbligatoria al terribile fitofago. Forti dei numeri del settore (a livello regionale il fatturato annuo del florovivaismo si aggira sui 140 milioni di euro, il numero di addetti supera le 1.400 unità), i produttori contestano la norma che impone severe norme all’importazione e “ferma” il commercio di piante per due anni. Ora il comitato, come anche la Regione, guardano alla scadenza di marzo 2008, quando la decisione Ue sarà sottoposta a revisione, nella speranza che le proprie istanze siano recepite.

 

 

 
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