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Nuove frontiere per il florovivaismo siciliano |
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I produttori guardano ai mercati di Dubai e Giappone |
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| di Valentina Madonia | |||||||||||
PALERMO (8 agosto 2008) – Piante e fiori di Sicilia volano all’estero per sedurre i mercati di Dubai e Giappone. I due Paesi, che hanno fatto registrare un alto tasso di crescita della domanda interna e un buon apprezzamento per le produzioni dell’Isola, rappresentano, infatti, le nuove frontiere dell’export a cui la regione mira attraverso un ripensamento delle logiche della distribuzione. La situazione attuale del comparto florovivasitico siciliano è caratterizzata dalla predominanza dei trasporti su gomma, esclusivamente o in abbinamento alla nave, con inevitabili limiti di accesso ai mercati. Se si considera che i tempi di consegna variano dai due giorni per i fiori recisi alle due settimane per le piante in vaso, si |
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| comprende subito che la produzione difficilmente può superare i confini continentali. Da qui la previsione di attivare anche nuove modalità di trasporto e in particolare il ricorso al cargo aereo che, secondo l’assessore regionale all’agricoltura Giovanni La Via, «consentirebbe, da un lato, di da abbattere i pesanti costi logistici e, dall’altro, di acquisire quote di mercato altrimenti impossibili da raggiungere per gran parte delle imprese siciliane». Il comparto Con una superficie dedicata di 3 mila ettari, circa 4 mila addetti e un valore della produzione stimato tra i 200 e i 250 milioni di euro, il florovivaismo in Sicilia rappresenta una componente importante dell’economia regionale. Si tratta inoltre di una realtà ben individuata geograficamente essendo concentrata in 4 poli produttivi dislocati nelle aree costiere delle province di Catania, Messina, Trapani e Ragusa. La produzione regionale è abbastanza variegata e nel tempo si è specializzata in relazione alle peculiarità delle diverse aree. È così che a Catania prevale la produzione di piante da esterno, a Messina quella di olivi e agrumi ornamentali, a Trapani quella di piante verdi in vaso e a Ragusa le coltivazioni da fiore e fronde da recidere. Un settore di recente interesse è quello delle piante mediterranee autoctone ed esotiche. Rilevante inoltre è il peso del vivaismo regionale: l’Isola vanta il primato nazionale nella produzione di palme, che copre il 50% della domanda e che contribuisce all’economia regionale con un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro. Fatta eccezione per alcune aziende, che risultano leader a livello europeo, la dimensione media aziendale risulta piccola con un 40% di aziende al di sotto di un ettaro. Di contro si registra un elevato livello di imprenditorialità essendo gestite da giovani, di livello culturale medio alto, con una forte propensione all’export. L’aspetto commerciale viene curato direttamente dal produttore che spesso rifornisce i garden o la grande distribuzione senza passare attraverso i grossisti, mentre per il fiore reciso si fa ricorso ai mercati all’ingrosso presenti a Vittoria e Marsala. Un’opportunità per la valorizzazione del prodotto potrebbe arrivare dal ricorso a sistemi di certificazione volontaria di prodotto, relativi ad esempio alle buone pratiche agricole e ambientali, che si andrebbero ad aggiungere al passaporto verde, il certificato obbligatorio che consente la movimentazione delle piante, ottenuto previo controllo sanitario effettuato dal servizio fitosanitario regionale. |
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||