consentito di sviluppare, accanto ai produttori, un progetto vincente. È altissimo, infatti, l’interesse dei principali operatori commerciali giapponesi verso le produzioni dei vivai siciliani. Questa tendenza è stata confermata già durante la visita di un importatore giapponese in occasione della fiera Plantarum Aetnae a Giardini Naxos (Me) e dell’esposizione in occasione della fiera di Marunouchi nel centro di Tokyo, quando un elevato numero di consumatori e di operatori specializzati ha potuto vedere e valutare le piante prodotte dai vivaisti siciliani. L’iniziativa è stata realizzata sotto la regia dell’assessorato per le Risorse agricole, e con fondi delle aziende florovivaistiche. Forti degli apprezzamenti ricevuti e delle richieste immediate di piante, si è pensato di andare in visita in Giappone per definire meglio gli accordi commerciali e per programmare gli sviluppi dell’iniziativa.
Le visite alla Japan Floral Industry, alla Ota Floriculture Auction e alla Aucnet sono state utili per capire quali prodotti transitano dai mercati giapponesi, a quali prezzi e con quale livello qualitativo: tutti fattori necessari per stabilire il giusto posizionamento commerciale delle piante siciliane sul mercato giapponese.
Gli incontri con alcuni operatori commerciali sono stati utilissimi per capire, al di là delle fredde cifre, quale fosse l’entusiasmo verso le nostre piante ornamentali. Prodotti come l’olivo o l’alloro sono poco presenti e di qualità di gran lunga inferiore rispetto ai nostri standard. Piante per noi comuni perché endemiche, come la Chamaerops humilis, sono delle novità assolute per quel mercato. Lo stesso vale per un’infinità di specie prodotte nei vivai siciliani, e ben sappiamo cosa significhi in termini commerciali l’introduzione di novità in un mercato voluttuario come quello delle piante ornamentali.
L’iniziativa ha risposto alla filosofia dei progetti di “rete”, ovvero integra le attività di diversi attori, siano essi pubblici o privati, sotto un’unica regia. La collaborazione tra Regione, Ice e vivaisti potrà allargarsi in futuro anche a quelle Camere di commercio che hanno progetti per lo sviluppo dell’internazionalizzazione delle aziende del territorio.
L’augurio è che questo lavoro di gruppo, che ha portato grandi risultati con piccoli impieghi economici, possa continuare anche in futuro attraverso forme associative tra produttori ben definite giuridicamente.
Va ricordato infine che i prodotti dei vivai siciliani, negli ultimi anni hanno fatto breccia anche in altri Paesi orientali come gli Emirati Arabi.
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