Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
   

Sicilia, aziende vivaistiche alla ricerca di giardini

 

Nell’Agrigentino le imprese attraversano una fase di difficoltà

 
     
di Giuseppe Recca    
   

AGRIGENTO (14 aprile 2008) - Le aziende vivaistiche agrigentine non stanno vivendo un momento positivo, ma sperano in tempi migliori. A incoraggiarle, come riportato nell’ultimo numero di Terrà, è la prospettiva di un effettivo sviluppo turistico della fascia costiera che va da Menfi a Licata, attraversando Sciacca e il capoluogo, tale da determinare una ripresa dell’attività edilizia e di conseguenza un riaccendersi di interesse per la realizzazione di giardini e aree verdi. Piante e fiori ornamentali sono finiti, infatti, tra i beni voluttuari a causa della crisi generalizzata, ma anche le piante da frutto sono meno richieste rispetto al passato. Sul fronte del vivaismo agricolo, l’area che riesce a garantire redditi ottimali è quella del versante

Fiori
.
 
 
 
 
 
 
 

occidentale, in particolare la zona di Menfi, dove il momento positivo della viticoltura alimenta la crescita di nuovi impianti e, dunque, la commercializzazione di piante da frutto. Quelli agrigentini sono dati in controtendenza rispetto alla situazione internazionale: la domanda mondiale, infatti, è in continua crescita, le piante sono sempre più necessarie per perseguire reali politiche di valorizzazione ambientale e di tutela paesaggistica, ma tutto ciò al momento non si riflette sulla situazione locale. «È proprio così – spiega Gaspare Ciaccio, neo-presidente della Coldiretti Agrigento – ma quello attuale è un momento particolare, che mi auguro passeggero, successivo all’introduzione dell’euro». «Non era così dieci anni fa – continua Ciaccio – quando si notava una crescita interessante della vendita di piante ornamentali, frutto della tendenza a lasciare le città per creare insediamenti più a misura d’uomo. Oggi c’è una fase di attesa, la gente preferisce conservare i propri risparmi per i beni di prima necessità, non certo per le piante ornamentali che possono anche attendere». Momento di crisi passeggera, quindi, almeno stando alle opinioni degli operatori, senza trascurare l’allarme punteruolo rosso che ha praticamente annullato, anche nell’Agrigentino, la vendita delle palme. In tutta la provincia ci sono quindici vivai, ma pochi svolgono un’attività intensa in grado di proiettarsi anche fuori dai confini del comprensorio. C’è comunque una buona tradizione. Il territorio riberese, ad esempio, ha sempre garantito prodotti di ottima qualità; la zona di Sciacca si mostra in crescita, così come l’area del capoluogo, che ha fatto importanti passi in avanti, soprattutto nel settore ornamentale. In pratica, il vivaismo agrigentino  produce il necessario per le proprie esigenze, con una buona scelta delle essenze che maggiormente si prestano all’habitat indigeno. Alcune aziende hanno anche modernizzato le proprie strutture, ma resta l’incognita di una capacità di spesa contratta da parte dei consumatori, tanto incerti sul loro futuro da mettere in secondo piano l’acquisto di piante e fiori.

 

 

 
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana