dai medici per sanare piccole disfunzioni dell’organismo. Per non parlare del loro utilizzo ornamentale, ma soprattutto per insaporire i piatti della gastronomia. Ecco come il mercato delle piante aromatiche e officinali è diventato per il settore agricolo italiano un patrimonio da valorizzare Le enormi potenzialità di questo comparto agricolo merita un momento di approfondimento e di riflessione. Nell’attuale fase di crisi dell’agricoltura, questo seminario vuole porre l’attenzione sulla filiera produttiva delle piante officinali, settore di nicchia ma di alto valore aggiunto in uno scenario internazionale in cui la domanda di prodotti salutistici, di preparati per la cura del corpo e della bellezza è in crescita esponenziale. Secondo la Fao ancora oggi i principi attivi nel 25% dei medicinali utilizzati nel mondo, provengono da piante officinali. In Italia si stima che oltre il 75 % del fabbisogno di essenze di piante officinali per soddisfare le diverse tipologie d’impiego è importato. Le piante officinali costituiscono uno dei settori più affascinanti e coinvolgenti della moderna attività agricola, anche se in molti dei casi si tratta del recupero di antiche colture, in chiave moderna, oltre al fatto non trascurabile, che l’esaltazione in chiave scientifica dei medicamenti vegetali è una realtà del nostro tempo, ma che ha radici nell’antica tradizione popolare. Per studiare questo settore in forte crescita, il Servizio allo Sviluppo dell’assessorato Agricoltura della Regione Siciliana ha pubblicato nel dicembre del 2008 una monografia “Le piante officinali: colture antiche per un’agricoltura multifunzionale” a cura di Alessandra Carruba e Nino Sutera. L’evento è organizzato dal Gal Terre del Gattopardo, in collaborazione con la Soat di Menfi e l’Università degli Studi di Palermo.
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