europei. Tra i relatori, infatti, saranno presenti alcuni dei maggiori esperti a livello europeo e mondiale. Inoltre, uno spazio significativo sarà dedicato alla fragolicoltura meridionale prevedendo incontri con i produttori locali al fine di approfondire l’attività svolta dai Servizi allo Sviluppo delle varie regioni. Nell’ambito del Convegno nazionale, organizzato dall’assessorato Risorse Agricole e Alimentari, in collaborazione con l’Università di Palermo e Catania, il Comune di Marsala e il Cra-Unità di ricerca per la frutticoltura di Forlì, con il patrocinio, infine, della sezione Frutticoltura della Società orticola italiana, verranno esaminate da parte di studiosi e tecnici le innovazioni tecnologiche, varietali, produttive e commerciali che hanno radicalmente modificato la situazione della fragolicoltura. Gli aspetti organizzativi del Convegno sono curati dalla Soat di Mazara del Vallo. Per informazioni soat.mazaradelvallo@regione.sicilia.it, tel. 0923.940285.
La fragolicoltura in Sicilia Nell’Isola la superficie complessiva destinata a fragolicoltura (fragola e fragolina) nel 2008 si è attestata intorno a 250 ettari. I principali areali coltivati a fragola sono rappresentati dai territori di Marsala, con 130 ettari, di Siracusa, 60 ettari, di Maletto, in provincia di Catania, con 30 ettari. Inoltre, nei Nebrodi complessivamente circa 30 ettari sono investiti a tale colturale e nell’areale di Sciacca oltre 20 ettari sono coltivati a fragolina. Pur essendo solo il 10% circa dell’intera superficie nazionale, ciò che pone la nostra isola in una condizione di prestigio a livello nazionale, con conseguenti risvolti economici, è la produzione anticipata di qualità che si riesce ad ottenere. In Sicilia, la fragola si coltiva in ambiente protetto, prevalentemente in tunnel. I tecnici delle Soat del dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato Risorse Agricole e Alimentari, nelle zone di Mazara del Vallo-Marsala, Bronte, Brolo e Sciacca, con il coordinamento scientifico del dipartimento di Agronomia dell'Università di Palermo, hanno realizzato dei campi per lo sviluppo e la promozione del vivaismo fragolicolo con produzione di piante fresche e cime radicate, campi collaudo di liste varietali (si è oggi alla ricerca di varietà con caratteristiche organolettiche superiori) e prove di confronto geodisinfestanti chimici e solarizzazione per ridurre l’impatto ambientale ed ottenere un prodotto con assenza di residui chimici, sfruttando l’energia del sole. La messa al bando del bromuro di metile imposta dal recepimento del protocollo di Montreal con Reg. Cee 2037/2000, ha comportato la necessità di cercare tecniche alternative. Infatti, grazie alle particolari condizioni pedoclimatiche della zona e alle innovazioni di processo, si è riusciti ad ottenere un prodotto dalle buone caratteristiche qualitative e caratterizzato da un ampio calendario di commercializzazione che adeguatamente valorizzati possono essere dei punti di forza nei mercati nazionali ed esteri.
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