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Il territorio sprona l’economia. È già in atto il federalismo

 
     
di Gaetano Mineo    
   

PALERMO (15 ottobre 2008) - Lo sviluppo prende linfa dalle radici. La voce arriva dal territorio. A parlare, i presidenti delle nove Province regionali della Sicilia. Che, per la prima volta a memoria d’uomo, un mensile mette insieme per raccogliere un armonico contributo per lo sviluppo dell’Isola. Proposte e considerazioni che di certo potrebbero arricchire, a loro volta, la politica e l’amministrazione regionali. E così dalle province arriva una scrupolosa fotografia del territorio, animata da un’inequivocabile volontà: prendere tutto quello che di buono c’è, incentivarlo e promuoverlo. Semplice e sana strategia che, se ben coordinata dalle istituzioni, non può che portare la Sicilia sulla strada dello sviluppo. In estrema sintesi, stiamo parlando di federalismo, per usare un termine oggi tanto in voga. E che però nulla ha a che vedere con quello fiscale su cui attualmente tutta la politica si sta interrogando per trovare cifre e norme giuste. Stiamo parlando, infatti, di due livelli di governo ben diversi (regionale e provinciale), ma che hanno – almeno si spera – un unico obiettivo: lo sviluppo della Sicilia. Uno sviluppo che, per dirla con Giovanni Antoci, presidente della Provincia iblea, non può che passare

 
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Editoriale n°9 - 2008
 
 
 

dai trasporti. La crescita dell’economia isolana invece, per Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia etnea, non può avvenire senza valorizzare le tipicità di un territorio. E mentre Giovanni Avanti, presidente dell’Ente palermitano, punta sui distretti agricoli, c’è Eugenio Ortisi, capo dell’amministrazione provinciale agrigentina, che scommette sugli agriturismo. E ancora: Nicola Bono, presidente dell’Ente aretuseo, è più che convinto che l’agricoltura traini il turismo. Sul comparto agroalimentare punta l’attenzione, invece, il presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto. E infine c’è chi ricorda, come Mimmo Turano, presidente della Provincia di Trapani, che nel Psr ci sono tante opportunità da sfruttare. Insomma, occorre far quadrato tra i vari livelli di governo (regionale, provinciale, comunale) affinché ci si guardi intorno, si individuino le giuste risorse per poi mettere il turbo all’economia. E non senza mettere a punto strategie comuni per meglio arrivare sui mercati. Tiepidi segnali, in tal senso, arrivano da alcuni comparti dell’agricoltura siciliana. Uno fra tutti, la zootecnia che, dopo aver rappresentato con successo l’intera filiera al Meating 2008 di Roma, è pronta con il supporto delle istituzioni a rimboccarsi le maniche. Piccoli segnali di cambiamento, ma significativi. Come quello, per restare in tema di zootecnia, che arriva forte e chiaro dalla Sicilia equina: per la prima volta gli enti e le associazioni dell’Isola parteciperanno tutti uniti e in un unico stand alla prossima edizione della Fiera Cavalli di Verona. Altro inconfutabile segnale di far quadrato a cui, inevitabilmente, non possono sottrarsi i consumatori nella scelta dei prodotti nostrani e di qualità. Anche su questo fronte si sta lavorando per diffondere una capillare informazione sul territorio a trecentosessanta gradi. Infine, oltre che per i servizi sui presidenti delle Province, questo numero di Terrà si caratterizza per l’intervista da noi effettuata al ministro per le Politica agricole, Luca Zaia. Ormai un puntuale appuntamento per la rivista ogni volta che alla guida del dicastero arriva un nuovo comandante.

 
   
   
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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