E non solo.
Va sempre ricordato, tuttavia, che agricoltura vuol dire duro lavoro. E non certo per il sol fatto che continua a essere un’attività legata all’imprevedibile Natura, ma soprattutto perché assume un ruolo continuamente determinante per la salvaguardia dal degrado e dallo spopolamento di tanti preziosi pezzi di territorio o per il fare cultura attraverso le sue attività e i suoi prodotti. Parlo volutamente di cultura. Sono convinto, infatti, che finché si continuerà a immaginare un’agricoltura idealizzata e lontana dalla realtà e dal nostro tempo, finché non sarà chiaro quanto in questo settore si applichino i frutti della ricerca e della tecnologia, e di come alla tradizione si accompagni la modernità, di certo non si avrà la reale percezione del ruolo e dell’importanza economica e sociale del mondo rurale. Un mondo che vede nella famiglia l’indiscutibile chiave di volta del suo sviluppo. Come dire, il legame tra padre e figlio è la carta vincente, per esempio, di una qualsivoglia attività ricreativa o culturale finalizzata a una migliore fruizione e conoscenza del territorio.
E ciò mi dà l’occasione – e non mi stancherò mai di ricordarlo – di ribadire che una multifunzionalità declinata concretamente a vantaggio sia della collettività, sia della nostra agricoltura, è sempre più destinata a essere protagonista del territorio. Ed è per questo motivo che ormai l’agricoltura ha assunto un nuovo ruolo: non solo produttrice di alimenti, ma anche depositaria di valori e di stili di vita da recuperare. Va da sé, quindi, che una moderna impresa rurale è una professione impegnativa che richiede buona cultura e per la quale la multifunzionalità apporterà un contributo aggiuntivo e insostituibile.
Infine, troverete in allegato al mensile il supplemento “La Sicilia in vetrina”. Pagine che intendono evidenziare – qualora ce ne fosse bisogno – che una buona promozione del made in Sicily, tra le altre cose, ha bisogno dei grandi eventi. Che il nuovo anno sia foriero di buoni propositi. Auguri.
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