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Così la zootecnia siciliana va sulla scena internazionale

 
     
di Gaetano Mineo    
   

Archiviata la consueta pausa estiva, si rimette in moto la macchina. Per quanto ci riguarda, ritorniamo ai nostri lettori con un numero doppio e, come sempre, ricco di notizie. Non mancano, inoltre, le novità. E non solo all’interno della rivista. Anche il nostro progetto, infatti, passo dopo passo continua a crescere e grazie, soprattutto, al vostro consenso che arriva da più parti. E così Terrà, nell’ambito delle sue competenze editoriali e di comunicazione, per la prima volta porta oltre lo Stretto l’immagine dell’assessorato Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana. L’occasione, Meating 2008, 1° Word meat conference & exhibition, che si svolgerà a Roma a partire dal prossimo 19 settembre. Si tratta di un grande evento internazionale dedicato al mercato della carne e che sarà animato da una serie di conferenze, momenti di riflessione, dibattiti e confronti sui principali temi legati al settore zootecnico. Un settore per il quale Terrà, com’è noto, sta conducendo una battaglia nel suo ruolo istituzionale e che è ben supportata da una politica oggi decisamente più attenta alla zootecnia, senza la quale non può prodursi alcuno sviluppo rurale. E ne è certamente consapevole il nostro assessore La Via, che

 
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Editoriale n°7-8 - 2008
 
 
 
 

insieme al ministro Zaia aprirà ufficialmente i battenti di questo evento internazionale. Insomma, il Meating 2008, per la Sicilia, sarà un’importante vetrina nella quale esporre, per esempio, gli ultimi risultati scientifici prodotti dall’assessorato Agricoltura attraverso il Consorzio di ricerca filiera carni. Uno fra tutti, la nascita del primo vitello da carne frutto di un trapianto di embrione. Come anche una serie di ulteriori tecniche per garantire e salvaguardare la biodiversità animale e di conseguenza le razze autoctone siciliane. D’altronde, dando uno sguardo alla globalizzazione, il pericolo relativo all’importazione di carne americana, per dirne una, è al momento sospeso, ma – com’è noto – la posizione in merito dell’Unione Europea è piuttosto precaria, in quanto lo stesso Wto con i suoi tecnici ha dato ragione al governo statunitense. Allo stesso tempo, aleggia un altro spettro per la zootecnia europea e quindi italiana. Sulla scia della controversia tra Usa e Ue, all’orizzonte sembra profilarsene un’altra. Questa volta ad accendere la miccia saranno soprattutto i produttori di carne brasiliani e argentini, rispetto ai quali diventerà difficile imporre ulteriori ostacoli all’importazione giustificandoli con il potenziale rischio sanitario. Uno scenario apparentemente molto distante da noi, ma che invece, di fatto, rischia di mettere in ginocchio la zootecnia siciliana. E non solo. Ovviamente. Ecco uno dei principali motivi per cui la politica deve premere l’acceleratore sullo sviluppo di questo settore che vede ancora nei produttori e negli allevatori la componente più debole in quanto si presenta nei rapporti con il mercato con uno scarso potere contrattuale rispetto ai loro interlocutori commerciali. E ciò, nonostante siano stati raggiunti notevoli livelli di efficienza produttiva e pregevoli livelli di qualità. Ma non basta, ovviamente. Occorre infatti mettere mano alla frammentazione produttiva che conduce a un’innegabile condizione di debolezza commerciale.

 
   
   
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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