diminuiti in maniera esponenziale. Ma è ancor più sorprendente come non sia diminuita la produzione agricola. La tecnologia applicata all’agricoltura, infatti, ha fatto passi da gigante in ogni settore della produzione: dalle macchine agricole alla tipologia di coltura da applicare a un determinato tipo di terreno. Di conseguenza, si fanno sempre più specialistici gli studi del settore agrario, che ormai spaziano anche nelle colture relative alle energie rinnovabili.
Per quanto riguarda le tecnologie relative alle colture per l’alimentazione, invece, negli ultimi anni sono state elaborate metodologie sempre più avanzate nella produzione di macchine che sono andate via via sostituendosi all’uomo, permettendo così a poche persone di mantenere un’elevata produzione. Inoltre, l’elaborazione di trivelle agricole, sempre più ad alta potenza, ha garantito una più duratura redditività dei terreni destinati all’agricoltura. Anche la semina, da sempre momento più faticoso per l’agricoltore, ha subìto grandi trasformazioni. Infatti, con la progettazione di macchine per la semina, tutto il procedimento è diventato più facile e sbrigativo, tanto che un solo uomo può seminare più e più campi, cosa impensabile non troppi anni fa. Tuttavia, la tecnologia applicata all’agricoltura è in continua fase di elaborazione. Infatti, con l’avvento di nuove colture, quelle cosiddette tradizionali sembrano ormai destinate alla produzione di energia. Conseguenza: si sta assistendo a una rapida decadenza della qualità del cibo, e la causa prima sembra essere proprio l’assenza dell’uomo dalla terra. Per questo, tante persone oggi non tollerano una serie di prodotti agricoli. Ma questa è un’altra storia. Insomma, per l’agricoltura industriale – oggi dominante – la Terra non è più Madre da venerare. A questo punto, logica vuole che i riti che animano sagre, manifestazioni e fiere, s’apprestino ad andare in cascina. Come dire: l’innovazione falcia l’anima alle tradizioni. |
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