avrebbe prodotto sul comparto agricolo. E non solo.
In altre parole, ormai sembra che il sistema finanziario e bancario sia il vero “padrone” delle imprese agricole, passando all’incasso dei debiti. La stessa situazione debitoria delle aziende, del resto, è tale che non solo inibisce loro di gestire la produzione, ma anche di accedere alle risorse finanziarie per la ristrutturazione aziendale, oggi più che mai necessarie per riconvertire le attività verso più sostanziosi guadagni. Siamo al paradosso: la Sicilia (come altre Regioni) spende, ma soprattutto continuerà a spendere nei prossimi anni, una grande quantità di risorse (Psr) erogate da Bruxelles, ma se non cambiano alcune regole questi milioni di euro non potranno essere spesi perché le aziende agricole indebitate non potranno a loro volta accedere ai finanziamenti (vedi Basilea 2).
Insomma, in questo scenario l’indebitamento dell’azienda agricola è il vero nodo da sciogliere per consentire alle stesse imprese di essere coinvolte da una seria, profonda e inevitabile riforma. Non è tutto. L’economia del Sud rischia di incassare un altro pugno allo stomaco. A sferrare questo colpo basso sembrerebbe addirittura il dicastero dell’Agricoltura: a causa, infatti, di una proposta di modifica dell’articolo 68 della Pac (sviluppo della competitività agricola delle imprese e innovazione delle filiere), la Sicilia (e non solo) risulterebbe penalizzata per la perdita di un sostanzioso bottino di milioni di euro. Dunque, ci risiamo. A volte proprio dal ministero della Politiche agricole non si intravede alcuna mano tesa verso il Sud. Si ha l’impressione, invece, che lo stesso ministro Zaia guardi spesso solo a Nord. E non è certo un bene per la macchina Italia mettere da parte un motore che, pur non producendo tanta energia rispetto alle sue potenzialità, può certo contribuire attraverso un concreto sostegno (non assistenziale) alla crescita di tutto il Paese. Ecco uno dei motivi della lettera del presidente Lombardo inviata al premier Berlusconi affinché metta in agenda anche la crisi dell’agricoltura siciliana.