però, deve fare i conti anche con i tempi che oggi più che mai sono importanti per lo sviluppo o la nascita di un’azienda.
A sentire le intenzioni della politica si ha l’impressione che si voglia andare proprio in questa direzione. E non sono soltanto gli annunci del ministro Brunetta a dare conforto. Anche in Sicilia, lo stesso governatore Lombardo intende intraprendere questa strada. E a dire il vero, il riconfermato La Via aveva già intrapreso questo percorso ancor prima che scadesse il suo precedente mandato. Per fare un esempio, ricordiamo i nuovi schemi che l’assessore all’Agricoltura ha ridisegnato per la pubblicazione dei bandi affinché l’agricoltore possa ottenere in tempi più rapidi e con meno burocrazia i finanziamenti. Insomma, sembrano esserci le giuste condizioni per dare una svolta alla macchina burocratica. Se poi aggiungiamo che proprio ai vertici dei dipartimenti dell’assessorato Agricoltura il precedente governo della Sicilia ha piazzato dirigenti di nuova generazione, si ha la netta sensazione che si vuole fare sul serio. Altra priorità, come detto, è una buona programmazione della spesa dei nuovi fondi del Psr. Ma attenzione, in merito, non attribuiamo tutta la responsabilità alla sola politica. Protagoniste della spesa sono soprattutto le aziende. In altre parole, alla politica spetta il compito di indirizzare le risorse in quei comparti determinanti per la crescita dello sviluppo socioeconomico della Sicilia; alle aziende, invece, spetta il compito di spendere questi soldi attraverso la realizzazione di progetti che realmente diano valore aggiunto all’economia. Infine, la terza priorità da noi individuata: dare corpo a una giovane imprenditoria. è vitale per tutte le economie avere una solida spina dorsale di imprenditori in grado di produrre ricchezza. E se è vero come è vero che oggi parlare d’agricoltura significa parlare d’impresa, per la politica, più che una priorità, è diventata una vera e propria necessità produrre una nuova e capace generazione di imprenditori.