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Inequivocabili segnali positivi, ma è necessario accelerare

 
     
di Gaetano Mineo    
   

Arrivano segnali di cambiamento, dall’agricoltura siciliana. Sono positivi e inequivocabili. Si ha anche l’impressione che il comparto agricolo voglia al più presto mettere in soffitta vecchie debolezze che per decenni l’hanno zavorrato. E così prende sempre più corpo l’associazionismo. Le aziende agricole, infatti, stanno maturando la consapevolezza che da sole non vanno da nessuna parte. Non solo. L’impresa prende anche coscienza che, in assenza di un sano spirito di cooperazione, si rischia di imboccare una strada senza uscita. Di certo, a ossigenare quest’aria che anima il comparto, c’è una nuova generazione, composta da giovani imprenditori, che proprio sull’agricoltura scommette giorno per giorno. Anche il crescente numero di richieste da parte delle imprese, al fine di dare ai propri prodotti prestigiosi marchi d’origine e di qualità, sta facendo la sua parte. Come pure la ricerca, tutta siciliana, che instancabilmente, e spesso non senza sacrifici, continua a produrre buoni risultati da piazzare nei mercati (nazionali e internazionali). Per non parlare anche di una crescente cultura per la tutela dell’ambiente e la cura della cosa pubblica che, in modo esponenziale, sta

 
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Editoriale n°5 - 2008
 
 
 
 
 
 

lievitando tra gli stessi imprenditori. Insomma, arrivano segnali di cambiamento dall’agricoltura siciliana. Sono positivi e inequivocabili. Certo, un contributo, in tal senso, l’ha portato la politica. Inevitabile, ovviamente, il ruolo da protagonista che soprattutto in questi ultimi anni hanno avuto le stesse imprese. Ma è inutile negare che buona parte del lavoro l’ha fatto e continua a farlo l’Unione europea. Un contributo, quello dell’Europa, che a dire il vero non sempre va dalla nostra parte, ma che tuttavia ha avuto il suo peso sia sotto l’aspetto economico, sia sotto quello normativo. In sintesi, possiamo dire che grazie al fiume di denaro che a tutt’oggi scorre da Bruxelles a Palermo, la Sicilia continua ad avere la grande opportunità di ristrutturare, innovare e quindi sviluppare il suo sistema agricolo. Mentre sul piano normativo, c’è da dire che una serie di paletti messa in campo negli ultimi decenni dall’Europa ha certamente contribuito a un rinnovamento anche culturale del nostro sistema agricolo. Così stanno le cose a oggi. A questo punto, in buona sostanza, pensiamo che l’Unione europea, per lo sviluppo dell’Isola, e in modo particolare della sua agricoltura, abbia svolto la maggior parte della sua missione, tracciandone di fatto le principali fondamenta dello sviluppo socio-economico. Ora, quindi, s’attende il colpo d’acceleratore della politica. E in modo incisivo di quella siciliana. D’altronde, non c’è più tempo da perdere. Anzi, tenuto conto dello scenario politico che abbiamo vissuto dall’inizio dell’anno a oggi, possiamo dire che si registra un ritardo non di poco conto rispetto alla tabella di marcia dello sviluppo. Se poi aggiungiamo che, sotto l’aspetto governativo, la Sicilia è ancora ai nastri di partenza dato il recente insediamento della Giunta e il fresco rinnovo dell’Ars, va da sé che bisogna schiacciare forte il pedale.

 
   
   
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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