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Zootecnia in primo piano in un’ottica multifunzionale |
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| di Gaetano Mineo | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Ci presentiamo ai lettori con un numero doppio. L’occasione di unificare le uscite di febbraio e marzo è data dalla 42esima edizione del Vinitaly, la prestigiosa vetrina internazionale che si svolgerà a Verona all’inizio di aprile e dove anche la Sicilia, che negli ultimi anni proprio alla kermesse veronese ha assunto un ruolo sempre più da protagonista, sarà presente. Come pure Terrà, nel suo ruolo istituzionale di multimediale dell’agricoltura siciliana. Un’altra particolarità che caratterizza questo numero è la sua composizione in due distinte parti. La prima metà, infatti, contiene le maggiori sezioni e rubriche che animano di consueto il mensile e che ormai sono note ai nostri lettori; la seconda metà, invece, è dedicata interamente al Vinitaly 2008 e con la quale, attraverso importanti ricercatori e tecnici come anche grazie a prestigiose firme del giornalismo internazionale, abbiamo voluto evidenziare – per dirla con il professor Attilio Scienza dell’università di Milano – «la sfida che il settore vitivinicolo siciliano lancia nei confronti del consumatore, con l’obiettivo di comunicare gli sforzi che stanno compiendo i vitivinicoltori per raggiungere quei traguardi di qualità». In ogni caso, una cosa va detta: a Verona la Sicilia arriva con |
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le idee chiare. C’è una Regione, in sostanza, che proprio sul vino e sull’olio non intende fermarsi alla qualità. Anzi, partendo proprio da questo consolidato traguardo per il quale la stessa Regione non deve mai rallentare il passo per tutelarlo, c’è una Sicilia che preme sull’acceleratore dell’innovazione al fine di conquistare ulteriori nuove e interessanti fette di mercato. Lo scenario fin qui descritto, tuttavia, non può e non deve scollarsi dal tanto decantato sviluppo rurale che proprio Bruxelles mette in primo piano nella sua politica. A partire dalla prossima spesa dei fondi comunitari che ruota principalmente attorno allo sviluppo rurale, per l’appunto. E questo perché il 60% della popolazione dei 27 Stati membri dell’Unione europea vive in zone rurali che a loro volta rappresentano il 90% del suo territorio. Da qui si capisce bene l’importanza che Bruxelles ha dato allo sviluppo rurale per il quale, fra le altre cose, l’agricoltura e la silvicoltura rimangono le forme prevalenti di utilizzazione del suolo e di gestione delle risorse naturali proprio nelle zone rurali. Quindi, va da sé che appare inefficace una politica che parla di sviluppo rurale senza che metta in primo piano la zootecnia. L’appello è rivolto principalmente alle istituzioni siciliane, che devono saper ridare il giusto ruolo alla zootecnia isolana senza la quale nessun processo di sviluppo può essere portato avanti e tanto meno può raggiungere risultati soddisfacenti per un’economia figlia anche della multifunzionalità. è una battaglia, quella di riportare protagonista il comparto zootecnico isolano, a cui diamo vita da queste colonne e che da ora in poi vogliamo portare avanti nella responsabilità che ci viene data dal nostro ruolo di informazione istituzionale, ma senza mettere di certo in secondo piano la nostra linea editoriale. |
| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||