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Nella tutela ambientale la ricetta per lo sviluppo  
     
di Gaetano Mineo    
   

Un’estate all’insegna degli incendi, quella che ormai abbiamo alle spalle. Roghi divampati in Italia, Grecia e altre parti del globo. Decine le vittime, migliaia i focolai, altrettanti gli ettari di piante e alberi (e non solo) andati in fumo. I danni? Inestimabili, sia per l’economia, ma soprattutto per la salute dello stesso ambiente e, quindi, dell’uomo. Per dare una tracia in soldoni, basta ricordare che per rimboscare un ettaro occorrono oltre ventimila euro. Se a ciò s’aggiunge che per la ricostruzione della flora devono passare almeno venti primavere, le cifre aumentano vertiginosamente. Di certo, decennale vita vegetale è stata spazzata via in poche ore dall’uomo, indicato da più parti come il principale colpevole di questa tragedia. Incuria e dolo i maggiori indizi. Quanto basterebbe per scuotere le coscienze politiche e civili affinché si possa concretamente imboccare la strada della salvaguardia e, quindi, del rispetto dell’ambiente. È più che un’emergenza. In ballo c’è la vita umana, inscindibile da quella vegetale. Sono un tutt’uno. Una società senza l’ambiente non può svilupparsi. Il che vuol dire che non bastano gli sforzi della politica a rendere migliore una società senza un’adeguata attenzione alla difesa

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Editoriale n°2 - 2007
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

e allo sviluppo dell’ambiente. La Sicilia, di ciò, deve essere sempre più consapevole, tenuto conto che proprio dal territorio e dall’ambiente arriva la linfa vitale della sua economia. In più, stanno venendo a galla nuove risorse, che vedono sempre protagonisti l’ambiente e il territorio. Parliamo di agroenergia, dove la Sicilia è la prima regione italiana a coltivare la brassica per poi produrre energia. Un bel primato, supportato dalla politica e messo in vita dalla ricerca che nell’Isola sembra prendere sempre più corpo. Come vanno sempre più ad aumentare i marchi di qualità attribuiti ai prodotti siciliani sia da Roma, sia da Bruxelles. Anche l’export sembra risvegliarsi. Per fare un esempio, c’è l’uva di Mazzarrone pronta a sbarcare in Cina, mentre il Cerasuolo di Vittoria punta la rotta verso gli Usa. Per non parlare della sicurezza alimentare per la quale già da ottobre l’Asca rilascerà i primi rapporti di qualità sui prodotti agricoli. Insomma, uno scenario così non può avere una vita lunga senza l’apporto di una forte e costante politica sulla salvaguardia e lo sviluppo dell’ambiente. In merito, non servono scontri tra gli schieramenti. E non è certo utile fare demagogia. Occorre, invece, la consapevolezza di tutti – politici, imprenditori, burocrati, sindacalisti, lavoratori e, naturalmente, cittadini – che tutelare l’ambiente vuol dire difendere l’uomo stesso.

 
   
   
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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