Tradotto: rubinetti chiusi per qualsiasi progetto di ristrutturazione, di riconversione, di sviluppo. Uno scenario che non può che mettere il turbo alla crisi.
Una situazione preoccupante che a volte – o spesso – ha costretto gli imprenditori agricoli a rivolgersi a fonti finanziarie poco trasparenti. Per essere meno accademici, non di rado l’impresa s’è intrappolata nelle maglie degli usurai. E in questi casi, invece, le cronache sono state abbastanza rumorose. Non bastavano gli elevati costi produttivi e contributivi e il crollo dei prezzi sui campi. Ora le imprese agricole sono costrette anche a fare i conti con una stretta creditizia che sta diventando soffocante. Il rischio è di continuare a mettere nell’angolo un settore grazie al quale campano circa 340 mila siciliani (indotto escluso). Per meglio capirci, quattro volte la popolazione di Trapani.
E allora, che fare? Va da sé che nessuno ha la bacchetta magica. Dal fronte del governo regionale arriva un accordo tra la Regione e le banche operanti nell’Isola. Si tratta, in sintesi, di un patto con il quale si chiede agli istituti di credito di assumere un atteggiamento diverso e sempre più aperto alle attuali esigenze degli agricoltori. Non è certo la soluzione, ma un segno che manifesta la consapevolezza delle istituzioni riguardo all’annosa questione. Insomma, con lo scenario attuale è quasi impossibile che le imprese, da sole, possano tirarsi fuori da queste sabbie mobili. Occorre loro una mano. E quella delle banche è vitale. Staremo a vedere.
Voltiamo pagina. è noto che la nuova denominazione dell’assessorato non è più dell’Agricoltura e delle Foreste, ma delle Risorse agricole e alimentari. E che fra l’altro, l’amministrazione comprende anche il comparto della pesca. Era ora. D’altronde, agricoltura e alimentazione hanno da sempre rappresentato un binomio dagli effetti diretti e indiretti sulla qualità della vita dell’uomo. Sul fronte politico, invece, si auspica che questa rimodulazione amministrativa possa apportare una più efficiente azione per accelerare lo sviluppo di un settore vitale dell’economia siciliana. |
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