Home Informazione Eventi & Sagre Multimedia Scaffale  
 
   

Roma non faccia disparità, la Sicilia non è figliastra

 
     
di Gaetano Mineo    
   

Siamo in piena crisi. La notizia non è nuova, ma la questione è più che seria. All’orizzonte, nessuna soluzione per il settore agricolo. Ed è inutile ribadire che la mancanza di un serio progetto politico per il rilancio della agricoltura è uno dei pilastri su cui si edifica questa crisi. Spesso non basta la sola azione politica locale a dare risposte, nonostante questa abbia anche le sue colpe. Occorre che dall’alto arrivino segnali forti per una svolta positiva. Ma proprio dall’alto, e per dirla tutta dal ministero delle Politiche agricole, non si intravede alcuna mano tesa verso il Sud, e quindi verso la Sicilia. Si ha l’impressione, invece, che Zaia guardi spesso solo a Nord. Non è certo un bene per la macchina Italia mettere da parte un motore che pur non producendo tanta energia rispetto alle sue potenzialità, può certo contribuire attraverso un concreto sostegno (non assistenziale) alla crescita del Paese. Non è mai abbastanza, a proposito di politica, ricordare che da un punto di vista legislativo mentre molti Paesi europei e mondiali hanno cambiato tutto, l’Italia, com’è noto, è ferma alla riforma agraria di un cinquantennio fa. In altre parole, Roma oltre a darsi una mossa deve guardare a Nord quanto a Sud.

 
ARCHIVIO
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Editoriale n°1 - 2009

Nessuna disparità tra i figli. Un comportamento che come nella vita anche in politica non porta da nessuna parte. Intanto, i prezzi dei prodotti subiscono continue impennate; in caduta libera, invece, i redditi degli agricoltori. Il rischio che corriamo è di perdere da qui al 2013 fino al 40% del nostro patrimonio produttivo.
Anche il maltempo, in questo ultimo periodo ha fatto la sua parte nel contribuire all’aggravarsi della crisi. Ma, attenzione, le imprese agricole non mirino soltanto ai legittimi aiuti per i danni alle colture. Sarebbe perseverare su una strada senza uscita. In questa direzione nessuna istituzione intende più andare. Vedi la stessa Bruxelles che per l’attuale crisi economica mondiale sta stringendo i cordoni della borsa, eliminando una serie di aiuti alle aziende. In pratica, tra le altre cose, da quest’anno sono stati cancellati gli interventi per i cereali, il riso e le carni suine. Insomma, l’agricoltore ha solo una via davanti a sé ed è quella dell’imprenditorialità rurale.
Voltiamo pagina, dedicando queste ultime righe al nostro progetto editoriale. Anno nuovo vita nuova, recita il vecchio detto. E noi, qualche novità in campo l’abbiamo messa, partendo dal mensile. Non è solo un cambiamento della grafica che noterete in questo primo numero del 2009. Infatti, anche le sezioni Province e Grandangolo sono state rimpiazzate da quattro nuove ripartizioni tematiche, ciascuna delle quali tratterà servizi inerenti a Ricerca & Innovazione, Produzione & Trasformazione, Marketing & Territorio e Salute & Ambiente. Nella sostanza, adesso i nostri riflettori si accenderanno su una Sicilia che parla in termini di «filiera» e di «sistema» e non più di singole realtà locali. Non è solo una nostra filosofia, questa. Ormai tutte le politiche vincenti si reggono su un’economia frutto di una forza produttiva generata da imprese che, per l’appunto, dal fare sistema generano i loro punti di forza. Non ci resta che sperare che questo nostro cambio di pelle sia ben accolto dai lettori.

 
 
 
 
 
 
 
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
Regione Siciliana