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Salute, il vino combatte l'artrite

 
Berlo con moderazione dimezza il rischio di ammalarsi    
     

ROMA (6 giugno 2008) - Alzare il gomito, ma non troppo, sono sufficienti cinque bicchieri di vino alla settimana, ridurrebbe della metà il rischio di ammalarsi di artrite reumatoide. Lo dicono due studi del Karolinska Institute fatti su 2750 persone intervistate sul loro stile di vita e sulle loro abitudini a fumare e a bere e sottoposti ad analisi del sangue. Un rischio dimezzato, secondo le due ricerche, pubblicate su Annals of the Rheumatic Diseases che valutano rispettivamente il rischio genetico e quello ambientale , per chi beve l'equivalente di cinque bicchieri di vino a settimana, rispetto a chi beve di meno. Ma non è un invito ad alzare il gomito, avvertono Henrik Kallberg e colleghi, perché assumere alcool in eccesso provoca, in generale, seri danni alla salute e, in particolare, ancora più seri a carico del fegato per chi prende farmaci contro l'Artrite Reumatoide. Si tratta di una malattia di origine auto-immune causata da un cattivo funzionamento del sistema immunitario e che si manifesta con gonfiori e rigidità delle giunture. Interessa l'1-2% della popolazione, e ad essere più colpite sono le donne, il 5% oltre i 55 anni, ma il numero dei casi aumenta con l'età. L'esordio si osserva al termine della adolescenza o tra i 40 e i 50 anni, mentre un secondo picco si osserva tra i 60 e 70 anni. «La scoperta più importante della ricerca – sottolinea Kallberg – è, però, che il fumo è un fattore di rischio determinante nell'artrite reumatoide, un dato che conferma quanto è stato scoperto precedentemente». Ciò che conforta è, comunque, il fatto che bere, moderatamente, non fa male, anzi giova ad allontanare lo spettro di una malattia così invalidante. Un effetto benefico associato, forse, i ricercatori confessano di non conoscerne la causa, alle sostanze contenute nel vino e che si estende a molte altre malattie infiammatoriecome ad esempio le malattie cardiovascolari. Comunque gli scienziati seppur soddisfatti dei risultati, sono cauti « è troppo presto per arrivare a conclusioni definitive, bisogna approfondire la ricerca perché non sono ancora chiari i meccanismi che rendono l'alcool un rimedio benefico, anche se solo per il 50%, per combattere la malattia».

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