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Sotto questo sole l’uva soffre lo stress

 

Varietà più resistenti nella viticoltura del futuro

 
     

PALERMO (11 aprile 2008) - La principale limitazione della viticoltura in areale mediterraneo è rappresentata dagli stress estivi, che vanno da un surplus di radiazione solare, con conseguenti eccessi di luce e di temperatura, a fenomeni di carenza idrica. Gli effetti, come riportato nel numero di Terrà appena uscito, si manifestano sull’efficienza fotosintetica e sulla fisiologia di crescita e maturazione dell’uva. Le conseguenze di tali stress, che assumono diversa gravità in relazione alla loro intensità e frequenza, vanno dalla cattiva maturità dell’uva per incompleta maturazione, talvolta associata a precoci fenomeni di surmaturazione, fino alla perdita di produzione per fenomeni di filloptosi e di necrosi dei grappoli.

Uva
 
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Considerata l’importanza di tale problematica, per le citate ripercussioni sulla produzione, l’assessorato regionale all’Agricoltura ha attivato un progetto di miglioramento genetico al fine di prevenire i danni da stress estivi. L’attività, che si svolgerà in cinque anni, avrà l’obiettivo di pianificare adeguati programmi di breeding per la costituzione di nuove varietà di vite per uva da vino con bacche resistenti agli stress estivi e per portinnesti resistenti alla siccità. Infatti è ormai noto che le tecniche colturali, come l’irrigazione e la gestione della chioma, possono solo parzialmente limitare i fenomeni. Pertanto la via del miglioramento genetico appare quella di maggiore efficacia e sostenibilità. Nell’ambito del germoplasma viticolo vi sono le fonti di resistenza agli stress estivi. Spesso però i requisiti qualitativi delle varietà resistenti non sono adeguati alla produzioni di vini di eccellenza.
Non è la prima ricerca applicata, avviata nel settore vitinicolo e finanziata dall’assessorato Agricoltura, che miri a rispondere alle esigenze dei produttori per colmare le criticità legate soprattutto alla qualità delle produzioni, valorizzando le risorse endogene dell’ambiente siciliano. Le ricerche fino ad ora hanno messo in evidenza le straordinarie potenzialità del patrimonio ampelografico siciliano, legato alla grande biodiversità e alle caratteristiche qualitative intrinseche delle varietà, nonché alle connotazioni di carattere storico-culturale di cui è ricco. A breve si procederà all’omologazione di nuovi cloni, alla valorizzazione dei vitigni antichi “reliquia”, alla definizione di protocolli enologici destinati ad esaltare il livello qualitativo delle uve e a ulteriori ricerche nel campo degli effetti salutistici e della sicurezza alimentare dei vini siciliani.
Non ci si rivolge, dunque, esclusivamente all’impresa agricola, ma al mondo rurale in senso lato, con la finalità di promuovere lo sviluppo dell’ambiente, inteso come contenitore in cui interagiscono risorse e sistemi. In questo contesto, anche in relazione ai possibili scenari di riscaldamento globale, la costituzione di nuove varietà in grado anche di prevenire i danni da stress estivo appare quindi una scelta strategica per progettare la viticoltura del prossimo futuro.

Paolo Girgenti - Dirigente coordinatore dei Servizi allo Sviluppo
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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