I più accorti li sputano via, la maggioranza li ingoia senza tante preoccupazioni, ma i semi d’uva potrebbero nascondere il segreto per proteggere dalla perdita di memoria causata dall’Alzheimer. La scoperta è di uno scienziato italiano, il bergamasco Giulio Maria Pasinetti, docente di neuroscienze e psichiatria al policlinico Mount Sinai di New York, secondo il quale l’aggiunta di polifenoli (un antiossidante) all’acqua data a bere alle cavie predisposte a sviluppare la malattia ha permesso di mantenere migliori funzionalità cognitive in un momento in cui avrebbero dovuto già cominciare a sviluppare vuoti di memoria. I polifenoli si trovano in natura nel tè, nel vino, nel cioccolato e in alcuni tipi di frutta e vegetali. La dose quotidiana somministrata alle cavie è pari a quella presente in un paio di bicchieri di vino rosso. «Il consumo di alcol sotto forma di vino rosso, per quanto moderato, può avere delle complicazioni nelle persone con problemi di carattere metabolico o cardiovascolari» ha detto Pasinetti, e per questo si è deciso di ricorrere ai semi.