ROMA (2 ottobre 2008) - Autobus pubblici della provincia di Siena che fanno il pieno di girasole, riducendo del 40% le emissioni di ossido di carbonio rispetto al gasolio. È tra i primi esempi di “filiera chiusa”, ovvero dalla produzione all'utilizzo, del biodiesel in Italia, quello che è partito a Siena e che è stato presentato oggi a Roma, al Chimica Verde Expo. Il progetto S.i.en.a., “Progetto pilota per lo sviluppo integrato delle energie rinnovabili dal settore agroforestale”, promosso da Regione Toscana attraverso l'Arsia e finanziato nell'ambito di un bando della Fondazione Mps, interessa circa 150 ettari coltivati a girasole coinvolgendo 5 aziende locali, e garantirà biocarburante, in miscela al 25%, utile per muovere 10 tra autobus delle linee urbane ed extraurbane del Train, la società che gestisce le linee di Siena provincia, e mezzi di Siena Ambiente, la società senese che si occupa della raccolta dei rifiuti. Il costo dell'intero progetto è di 376 mila euro, di cui 250 mila finanziati dalla Fondazione Mps, 35 mila dalla Regione Toscana e i restanti dai soggetti partner del progetto. Il “modello senese” sarà poi applicabile altrove a costo zero, attraverso l'attività di Cispel Confservizi Toscana. Durante la combustione del biodiesel le emissioni di CO2, rispetto al gasolio, sono inferiori al 40%, (e del 15% con la miscela al 20%); infatti l'ossigeno contenuto nel combustibile di origine vegetale (mediamente il 10% nel biodiesel contro il 2% nel gasolio) favorisce la combustione e diminuisce le emissioni di anidride carbonica. Il progetto riveste inoltre una grande importanza per l'agricoltura, dando la possibilità a molte aziende agricole di produrre girasole alto oleico (ma anche colza e soia per oli vegetali) con nuovi sbocchi di mercato. E di biodiesel e biocarburanti si parlerà ancora al Chimica Verde Expo quando sarà presentato, tra gli altri, il progetto sull’agroenergia “Fisica” della Regione Siciliana.
La Sicilia partecipa a "Zero emission expo 2008"