PALERMO (16 giugno 2008) - Approfondire la conoscenza del più diffuso abitante del lago di Pergusa. Questo l’obiettivo di un progetto di ricerca sul rospo smeraldino siciliano intrapreso da Rosa Termine dell’università Kore di Enna, in collaborazione con Fabrizio Turrisi dell’ateneo di Catania. Per raggiungere le finalità dello studio è stato necessario prelevare numerosi esemplari adulti, sia maschi sia femmine, del piccolo ospite del lago ennese. In ogni esemplare è stato effettuato un prelievo dell’apice dell’ultima falange (operazione assimilabile al taglio di un’unghia). Questi campioni sono utilizzati per compiere ricerche genetiche, mentre sui singoli esemplari sono state effettuate alcune analisi biometriche (misura della lunghezza totale, della lunghezza e della larghezza della ghiandola paratoide, misura orizzontale e verticale del timpano, misura dell’occhio e della tibia). Terminate le analisi, tutti gli esemplari sono stati nuovamente liberati.
Il monitoraggio di questi anfibi rientra in uno studio internazionale sul Rospo smeraldino siciliano che Matthias Stoeck e Carolina Colliard, dell’Università di Losanna, stanno conducendo insieme a Marco Arculeo e Alessandra Sicilia, dell’Università di Palermo, e Fabrizio Turrisi, dell’Università di Catania. Lo studio persegue essenzialmente quattro finalità scientifiche: definire la distribuzione regionale dell’animale, procedere all’analisi genetica e morfometrica per la caratterizzazione della specie, individuare gli aspetti ecologici (preferenze di habitat, etc.) e quelli di conservazione. Il monitoraggio, però, ha già portato a una conclusione: il rospo smeraldino presente sulle sponde del lago di Pergusa è esclusivo dell’Isola (endemico), differenziandosi dal gruppo di specie europee facenti capo al Bufo viridis. Questa specie era già tutelata dalla Convenzione di Berna e dall’appendice 4 della Direttiva habitat, ma ora che le popolazioni siciliane sono da ascrivere a una specie endemica, si accresce ulteriormente l’importanza sul piano della tutela.
Alla luce di queste scoperte, la Provincia regionale, ente gestore della Riserva naturale speciale del lago di Pergusa, ha allo studio alcune misure per un approfondimento della biologia del rospo smeraldino, in vista soprattutto della sua conservazione.
La scheda
Il rospo smeraldino siciliano, presente sulle sponde del lago di Pergusa con una popolazione consistente, è un piccolo anfibio che ha abitudini prevalentemente notturne e terrestri. È più piccolo del rospo comune e raggiunge al massimo i 10 centimetri, restando più frequentemente attorno ai 7. La colorazione è molto variabile: marrone o bianco con chiazze verde smeraldo. Nel periodo riproduttivo, generalmente la primavera, numerosi individui si radunano negli ambienti acquatici per l’accoppiamento e la deposizione delle uova. Il rospo smeraldino è in grado di emettere un richiamo piuttosto forte, molto simile al trillo dei grilli, e i maschi in riproduzione tendono a “cantare” in gruppi numerosi come le rane verdi. Il rospo smeraldino è protetto dalla convenzione per la salvaguardia della fauna minore di Berna.