(1 settembre 2008) - Qualità nutrizionale associata ai prodotti derivati dal grano duro e loro rapporto con la dieta mediterranea. Sono questi i temi della ricerca, condotta dal Consorzio Gian Pietro Ballatore di Assoro (Enna), in un momento in cui il dibattito è aperto sui prezzi che questo cereale ha raggiunto negli ultimi mesi. Uno studio che si colloca nell’ambito delle attività di ricerca che l’Assessorato Risorse Agricole e Alimentari della Regione Siciliana, attraverso la collaborazione di enti di ricerca come lo stesso Consorzio, la Stazione Sperimentale per la Granicoltura di Caltagirone e l’Istituto Sperimentale per la cerealicoltura (oggi Cra, sezioni di Roma e Catania), ha avviato nell’ultimo decennio per implementare un percorso di innovazione ed attribuire alla specifica filiera del grano duro in Sicilia un livello di organizzazione più moderno e funzionale. Nell’Isola sono oltre 300 mila gli ettari coltivati a frumento duro e le imprese coniugano livelli di organizzazione sempre più moderni ed innovativi con la tradizione e la storia di questa coltura, uno degli elementi principali della dieta mediterranea, che l’Unesco si appresta a riconoscere come vero e proprio “patrimonio culturale immateriale” dell’umanità.
Scarica il documento integrale (.pdf)