(16 dicembre 2008) - Due giorni di riunioni tecniche, nella sede etnea del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia, per una delegazione del centro di ricerca cinese Institute of Bast Fiber Crops e dell’Università dell’Agricoltura di Changsha. La delegazione, guidata dal professor Wang e composta anche da due giovani ricercatori che hanno preso visione diretta delle metodologie in uso, ha valutato nei giorni scorsi alcune tecnologie messe a punto dal Parco e delle possibilità di valorizzazione sul mercato cinese. In particolare, l’interesse è per i film compositi a base di polimero biodegradabile del tipo Pha. «Noi per sostituire i film plastici in agricoltura abbiamo sperimentato un tessuto di fibre naturali che ha buone caratteristiche tecniche e fisiche – ha spiegato il professor Wang – e che aumenta la produzione perché mantiene stabile la temperatura, l’umidità e permette la traspirazione. Il trattamento col Pha del Pst Sicilia permette di calibrare la resistenza per meglio controllare i tempi di degradazione, in modo da poter essere adattato a una vasta gamma di colture”. “Assieme ai ricercatori del Parco Scientifico – continua Wang – stiamo valutando ulteriori applicazioni per altri settori che attualmente vedono l’impiego di film plastici». Ma emerge un nuovo interesse per il metodo innovativo per la caratterizzazione molecolare degli isolati del virus della “Tristeza” degli agrumi. «In Cina – afferma il professor Deng, dell’Università dell’Agricoltura di Changsha – la Tristeza è diffusa da parecchi anni, ma ha dato pochi problemi perché si è trattato di ceppi virali deboli. Da qualche tempo però abbiamo verificato la presenza di ceppi più virulenti, infezioni miste. Grazie alla metodologia del Pst Sicilia, che sostituisce quella tradizionale, più macchinosa e imprecisa, sarà importante capire il tipo di infezione per poter intervenire nel modo migliore». «Presto invieremo qui un ricercatore – conclude Wang – per studiare questa metodologia».