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Quanti polifenoli se la vite prende la tintarella |
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Università di Udine e Regione Siciliana lavorano per una migliore gestione delle piante |
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PALERMO (3 aprile 2008) - Definire le variabili ambientali e colturali maggiormente coinvolte nella sintesi fenolica, trovando opportune strategie di gestione della pianta, al fine di massimizzare il contenuto di polifenoli nelle varietà siciliane. Sono questi gli obiettivi di un progetto di ricerca che il dipartimento di Scienze degli alimenti dell’università di Udine ha svolto in collaborazione con l’assessorato regionale Risorse Agricole e Alimentari. Come ha dimostrato da tempo la letteratura scientifica, gli antociani compaiono a livello dello stadio dell’invaiatura e si accumulano insieme ai tannini durante il corso della maturazione fino a raggiungere il massimo in prossimità della maturazione tecnologica per poi venir degradati in |
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| surmaturazione. Questo modello si dimostra in generale valido anche se, nella pratica di campagna, si osservano degli scostamenti evidenti dall’andamento ideale. Le dinamiche di accumulo degli antociani e dei tannini, infatti, sono fortemente influenzate dall’andamento climatico, dalle caratteristiche del vitigno, dalle pratiche colturali e dalla gestione della parete fotosintetica. Ne consegue che il massimo accumulo può seguire o anticipare il raggiungimento della maturità tecnologica anche di 10-15 giorni. Fra i diversi fattori coinvolti, la radiazione solare svolge un ruolo primario nel livello e nel ritmo di attività degli enzimi coinvolti nel metabolismo fenolico. L’accumulo di pigmenti nelle bucce dipende sostanzialmente dalla quota della radiazione incidente intercettata dai grappoli. Separando l’effetto della componente calorica da quella luminosa si è potuto verificare che, mentre la luce ha un’influenza positiva sulla deposizione degli antociani, il calore può provocarne la degradazione. In sintesi, per massimizzare la qualità delle produzioni, i grappoli dovrebbero trovarsi in piena luce, ma alla temperatura di quelli sistemati in posizione ombreggiata. Solo così si può capire l’effetto favorevole della ventilazione sulla deposizione di zuccheri e antociani, considerato che permette di creare un microclima più simile a quello ideale: nelle zone litoranee, ad esempio, si possono sfruttare le brezze orientando opportunamente i filari. Inoltre, uno stress moderato fra invaiatura e vendemmia risulta favorevole all’accumulo di antociani e tannini. Pertanto, è importante lo studio delle pratiche colturali (cimatura, sfogliatura, diradamento) per modificare positivamente i rapporti metabolici delle piante. Roberto Zironi - Dipartimento Scienze degli alimenti dell’Università di Udine
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||