PALERMO (29 aprile 2008) - Sarà inaugurato il 22 maggio a Raddusa il nuovo Laboratorio per la ricerca e l’innovazione della filiera cerealicola del Consorzio Ballatore, che si affianca a quello già realizzato nel 2004 e sito nella zona industriale del Dittaino (Enna). Il nuovo centro opererà attraverso due direttrici fondamentali: la ricerca scientifica, prevalentemente di natura applicata e i servizi alle imprese, orientati soprattutto alla certificazione della qualità merceologica, tecnologica, igienico-sanitaria e nutrizionale dei cereali e dei prodotti derivati.
L’idea della realizzazione del centro affonda le proprie radici nella sigla dell’accordo quadro per l’innovazione della filiera cerealicola, stipulato a Raddusa nell’Aprile 2004 tra Assessorato regionale Risorse Agricole e Alimentari, Consorzio Ballatore, Stazione di Granicoltura, Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura sezione di Catania, Provincia Regionale di Catania e Comune di Raddusa. Quest’ultima amministrazione ha concesso in comodato d’uso all’assessorato Risorse Agricole e Alimentari e al Consorzio Ballatore i locali dell’ex-mercato ortofrutticolo, siti in contrada Libbra, dove oggi
 |
sta per nascere il laboratorio.
La realizzazione del laboratorio rientra tra le azioni previste dal progetto “Potenziamento di una rete di servizi alle aziende della filiera cerealicola per il trasferimento delle innovazioni e la valorizzazione delle produzioni cerealicole e dei prodotti derivati”, finanziato con fondi CIPE dall’Assessorato all’Industria (Dipartimento Industria) della Regione Siciliana, nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro Ricerca Scientifica e Innovazione Tecnologica. Intestataria del progetto è l’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) GRA.CE.BA., di cui il Consorzio Ballatore è ente capofila e che coinvolge anche la Stazione Consortile per la Granicoltura di Caltagirone e |
l’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura del CRA, sezione di Catania. L’obiettivo generale del progetto (che è stato avviato nel 2006 e si concluderà nel 2010) è l’elaborazione di un pacchetto di servizi altamente specialistici, diretti al cluster di aziende che compongono la filiera dei cereali, attraverso il potenziamento dei laboratori degli enti costitutori dell’ATS stessa.
Al finanziamento complessivo di oltre 2.200.000 euro, erogato dal Dipartimento Industria della Regione Siciliana, si è affiancato un’ulteriore intervento da parte dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, che ha dato esecuzione ad un programma di riqualificazione strutturale dell’immobile da destinare al laboratorio, in accordo agli indirizzi previsti dalla normativa cogente e volontaria e alle cosiddette buone pratiche di laboratorio.
Il Laboratorio per la ricerca e l’innovazione della filiera cerealicola, che mira all’accreditamento SINAL ai sensi della norma ISO 17025, punta a rafforzare il sistema filiera e ad identificare nuove soluzioni tecnologiche, gestionali, organizzative che potrebbero migliorare sensibilmente il posizionamento nel mercato delle aziende della filiera. È necessario infatti, soprattutto alla luce dei nuovi elementi introdotti dalla revisione della PAC e all’introduzione del nuovo pacchetto igiene, garantire lo sviluppo di percorsi di innovazione stabili, duraturi, capaci di incidere significativamente nella filiera inquadrata in un sistema globale. Tali percorsi consentirebbero di condividere e rendere immediatamente disponibile il patrimonio di conoscenza messo a punto dal mondo della ricerca. La struttura è così organizzata: oltre ad una sala convegni è presente un ufficio accettazione (che si interfaccerà con gli utenti sia per la presa in carico dei campioni sia per la consegna dei referti o rapporti di prova analitici), un laboratorio di analisi reologiche (per la determinazione della qualità tecnologica degli sfarinati), un laboratorio di analisi chimiche (che effettuerà anche la determinazione della contaminazione da micotossine), uno di analisi biotecnologiche (che potrà anche eseguire l’identificazione varietale e la certificazione OGM free) e uno di microbiologia. Nel laboratorio si è già insediato un team di professionisti qualificati composto da 1 tecnologo alimentare, un chimico, un biologo ed un perito chimico che si affiancano ai collaboratori che gestiscono il Sistema Qualità del laboratorio stesso, un’area sulla quale il Consorzio ha già da tempo investito in termini di formazione del proprio personale ed acquisizione di know-how specifico. Il sistema laboratorio, opererà in stretta collaborazione con le altre istituzioni del mondo della ricerca con il quale l’ente regionale ha sviluppato, nel corso di un decennio una fitta rete di relazioni e collaborazioni. Tra queste è da segnalare una collaborazione con l’Università della Tuscia di Viterbo, attraverso la quale è stata attivata una borsa di studio nel lambito del XXIII ciclo del dottorato di ricerca in biotecnologie vegetali con un progetto dal titolo: “Miglioramento delle caratteristiche tecnologiche e nutrizionali del grano duro attraverso la caratterizzazione di geni di interesse agroindustriale, in grado di modulare ed influenzare la tessitura della cariosside e la sua composizione amilacea”. Un’ulteriore elemento che conferisce valore all’iniziativa e alle attività dell’istituendo laboratorio è l’inquadramento dello stesso nella rete di laboratori coordinati e gestiti dall’Assessorato regionale all’agricoltura per la certificazione della sicurezza alimentare sotto il marchio “Sicilia Agricoltura”. Una rapporto di collaborazione è previsto anche con l’istituendo “borsino del grano duro” promosso dalla Camera di Commercio di Enna, e per il quale il Consorzio è chiamato ad espletare le proprie funzioni di servizio (il Consorzio, insieme alla Stazione di Granicoltura di Caltagirone, è membro permanente sia della Deputazione del Borsino sia del Comitato Tecnico) Sia nella deputazione sia nel comitato tecnico sono rappresentati tutte le componenti della filiera (sementieri, produttori, stoccatori e trasformator, GDO).