PALERMO (22 aprile 2010) - Fra i tanti nemici di arancio, clementine, mandarino e pompelmo, c’è la Calocoris trivialis Costa, meglio conosciuta come “cimicetta verde”. Gli adulti di colore variabile, dal grigio-giallastro al bruno-verdastro, con quattro piccole macchie nere sul dorso, sono visibili a occhio nudo, misurando 7-8 millimetri. La forma giovane è di colore verde con antenne lunghe ed evidenti. Al minimo disturbo si rifugia fuori dalla vista dell’osservatore. Il parassita si riscontra in primavera, quando depone le uova nel legno invecchiato di piante o di pali di sostegno. Dalle uova, dopo un anno, tra gennaio e aprile, nascono le forme giovani che con gli adulti si nutrono pungendo i nuovi germogli e i bottoni fiorali di piccole dimensioni. Quando i fiori raggiungono dimensioni superiori a 6 millimetri, ancorché punti, crescono regolarmente, mentre i germogli punti anneriscono e cadono. Le foglie possono presentare sviluppo irregolare, mantenendo il segno della puntura e i bottoni fiorali emettono goccioline di gomma in corrispondenza delle punture e successivamente cadono.
Il controllo biologico avviene con parassitoidi (delle uova), Tetrastichus miridivorus, Telenomus lopicida. Tra i criteri di intervento di tipo agronomico, è possibile potare le piante per riequilibrare le annate di “scarica” e “carica” dei frutti (cioè potare quando si aspetta l’annata di “carica”). L’intervento chimico, invece, è possibile al 20% di germogli infestati allo stadio di bottoncino fiorale, usando prodotti fitosanitarii a base di fosmet. Non è consigliabile, invece, intervenire in presenza di boccioli fiorali di diametro superiore a 6 millimetri o di abbondante fioritura. |
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