TRENTO (10 marzo 2010) - Nel corso di un incontro a San Michele all’Adige, nel Trentino, i tecnici del Centro Trasferimento tecnologico, del Centro sperimentale di Laimburg e i funzionari della Provincia autonoma di Trento hanno illustrato varie esperienze di contenimento di ticchiolatura e carpocapsa, le due principali problematiche che interessano il melo. Presentate, anche, le iniziative previste nel corso dell'anno.
Tra queste, il progetto finanziato dalla Provincia autonoma di Trento e condotto da San Michele, che prevede la messa a dimora, in alcune aziende frutticole biologiche, di varietà di melo resistenti alla ticchiolatura con lo scopo di valutare nell'ambiente trentino le loro caratteristiche vegeto-produttive e di qualità. La ticchiolatura è la malattia fungina più importante che colpisce il melo e ha destato particolare preoccupazione lo scorso anno.
Nel corso del 2009 la difesa da questa malattia, tuttavia, è andata particolarmente bene nei frutteti biologici. I tecnici di San Michele, inoltre, hanno illustrato ai produttori le principali novità emerse dal recente incontro internazionale che si è svolto in Germania sulla frutticoltura biologica.
La carpocapsa è l'insetto più pericoloso che colpisce il melo, in costante espansione e di difficile controllo. Si sta sperimentando con interesse una strategia alternativa mediante l'uso di reti per il suo contenimento, un metodo utilizzato in Francia, che i tecnici di San Michele hanno deciso di testare anche in Trentino.
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