PALERMO (1 aprile 2008) - Arrivata in Sicilia con i Greci, la capra Girgentana si è radicata nel tempo sul territorio siciliano, nell’Agrigentino in particolare, al punto da renderla ormai autoctona. Le caratteristiche morfologiche che la differenziano dalle altre razze sono rintracciabili innanzitutto nella presenza di corna spiralate e nella rinomata produttività lattea. Proprio questi elementi hanno consentito a questa razza di diffondersi rapidamente nel Mezzogiorno d'Italia, raggiungendo la massima diffusione intorno agli anni 50-60. Da allora invece si è registrata una consistente e costante contrazione numerica: si è passati infatti da una consistenza nazionale di circa 30 mila capi nei primi anni 80 a meno di 200 capi in Sicilia alla fine degli anni 90, distribuiti in quattro allevamenti. La causa di questa notevolissima contrazione che ha portato ad annoverare la capra Girgentana tra gli animali in pericolo d’estinzione, è probabilmente legata alla destinazione d’uso del latte, oggi non più commercializzato al dettaglio. Oggi gli allevamenti di capre Girgentane hanno quasi esclusivamente carattere amatoriale. Due dei più grandi allevamenti sono di proprietà di Enti pubblici, l’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia e l’Istituto sperimentale per la zootecnia di Roma. È evidente, quindi, come ci sia una forte volontà di recuperare questa razza in via d’estinzione, di mettere a punto programmi di ricerca volti a ridurre l’aumentata consanguineità e, al contempo, incentivare gli studi sul latte di questa capra che pare abbia delle caratteristiche ottime per il consumo alimentare.
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