PALERMO (30 aprile 2009) - Gli agrumicoltori si sono dati un secondo appuntamento per discutere delle scelte diradanti dell’agrume per la campagna 2009. Anche quest’anno nell’azienda Cucco della famiglia Ruffo erano presenti nove intervenuti, ma con un impatto indiretto su una superficie coltivata di svariate migliaia di ettari, tenuto conto che era presente anche Gaetano D’Imprima e Giuseppe Rizzo, commercianti e produttori di agrumi nella Sicilia orientale. La scarsa produzione quantitativa e qualitativa 2008/09 e soprattutto l’eccessiva quantità e scadente qualità dei frutti che si sta prospettando per l’anno prossimo sono le principali problematiche che stanno preoccupato gli agricoltori adesso. Il 2009 sarà a rischio per l’alternanza di produzione scatenata dalle gelate del 2008: per questo i tecnici hanno illustrato le strategie di difesa al fine di fronteggiarle al meglio. Sono state fatte vedere le prove iniziate nel 2008 nell’azienda Cucco su mandarino Tardivo di Ciaculli, che ha prodotto bene nonostante la gelata del 2008, perché tardivo anche nell’emissione vegetativa. La qualità degli agrumi, intesa come forma e pezzatura è un requisito commerciale indispensabile che può essere ottenuto solo con un’operazione di regolazione della carica, cioè di diradamento, effettuato precocemente a partire dalla fioritura e dall’ingrossamento dei frutti. Poiché anche per la stagione 2009 non sarà possibile utilizzare prodotti contenenti l’acido naftalene acetico (NAA) per il diradamento, il prodotto fitosanitario utilizzato per aumentare l’ingrossamento dei frutti dell’anno scorso 2008/09 e l’aumento della fioritura di quest’anno 2009, è stato a base di triclopir acido più olio minerale paraffinico. L’utilizzazione della sostanza attiva triclopir acido (Maxim®) più olio moderno potrà dunque essere di aiuto agli agrumicoltori. Si è parlato delle misure integrative, compreso la potatura come possibilità per regolare precocemente la carica delle piante, ma il padrone di casa Lorenzo Theodoli, agrumicoltore leader, ha rilevato il forte costo della stessa. Agostino Messana e Biagio Campanello, della sezione per l’assistenza tecnica di Grammichele, centro dove si coltivano più di 5000 ettari di arance rosse: “Nelle aree interne è maggiormente presente l’alternanza di produzione, perché la gelata ha ridotto la produzione del 70%, rispetto all’anno scorso”. Bruno Agnello, Pietro Arcoria e Salvatore Rizzo, agrumicoltori nella Sicilia orientale, sono intervenuti confermando lo stesso fenomeno: «È importante arrivare a fine luglio con piante con la giusta quantità di frutticini – hanno spiegato –. In tal modo anche i rischi di scarsa qualità si riducono di molto». Tino Castorina, agronomo libero professionista, ha valutato l’applicazione dei regolatori di crescita delle piante positivamente, visti i riscontri positivi avutisi anche all’estero (vedi Spagna e California). Ma anche la tristeza riduce la qualità e la quantità dei frutti. “Badate bene a mandare per primi i vostri campioni di foglie presso il nostro laboratorio, per avere la certezza che vi saranno analizzate” hanno raccomandato i tecnici dell’SFR “perché potremo analizzare un massimo di 1000 test ELISA, cioè circa venti per comune agrumicolo per il 2009”. Tra la platea presente molto qualificata, anche il socio della ditta commerciale agrumicola Speedy 97Vito Amantia, nonché dipendente dell’azienda Cucco: “Le piante sottoposte alla prova dei fitoregolatori hanno apparentemente prodotto come le altre cioè una media di 90 Kg”. Infine Mariano Gervasi agronomo libero professionista, ha chiesto di occuparsi anche della problematica della tignola del limone, visti i danni provocati specialmente a seguito dell’inverno caldo del 2007 sulla produzione 2007/08.