CREMONA (23 marzo 2010) - Nella lavorazione del pomodoro viene scartato un 3% tra bucce e semi che potrebbero produrre fino a 40mila MWh di energia all'anno. Il dato è emerso nel convegno "Il pomodoro colto", tenutosi nell'ambito di Vegetalia AgroEnergie, il Salone delle fonti rinnovabili che si è tenuto alla Fiera di Cremona.
Il valore della produzione "energetica" degli scarti del pomodoro ammonterebbe a circa 11 milioni di euro l'anno: considerando costi dell'investimento totale (20 mln) e quelli di gestione (4 mln), esclusa la materia prima, si stima un margine operativo lordo di 7 milioni l'anno. Una notizia interessate alla luce della recente approvazione al Senato degli emendamenti nel testo della Legge comunitaria 2009, che hanno di fatto modificato il decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152, consentendo la giusta valorizzazione dei sottoprodotti dell'agricoltura, dell'allevamento e dell'attività forestale, che vengono a pieno titolo nobilitati a ruolo di "risorsa", diventando opportunità di reddito per gli operatori agricoli.
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