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Asca, la ricerca si fa in rete

 

I laboratori assistono i consorzi per esami su uve, i mosti e i vini

 
     

PALERMO (3 aprile 2008) - Una rete di laboratori chimici, biologici e sensoriali al servizio dell’agricoltore. In Sicilia esiste e si chiama Asca, che sta per Analisi e servizi per la certificazione in agricoltura. La sua creazione, come riportato nel numero di Terrà appena uscito, ha stimolato nel comparto vitivinicolo una serie di riflessioni su problematiche di interessi comuni a tutti i produttori. Considerato che la rete Asca si pone come struttura di servizio a tutte le imprese agricole del territorio regionale, la sua attività si sviluppa in maniera trasversale nei vari comparti produttivi, dal frutticolo all’orticolo, all’oleicolo e, naturalmente, al vitivinicolo.
Per questo i consorzi di tutela dei vini Doc e Docg della zona sud orientale della

Vite
 
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Sicilia hanno manifestato interesse ad avviare una collaborazione finalizzata al raggiungimento degli obiettivi di valorizzazione e promozione dei propri prodotti. La serie di incontri, susseguitisi negli ultimi mesi, tra i responsabili dei vari consorzi e i tecnici della rete Asca ha permesso di individuare alcuni percorsi prioritari di sviluppo. Tra questi, il supporto alle Camere di commercio per la certificazione Doc e Docg, la collaborazione con le strutture preposte per la certificazione dei vini destinati all’esportazione, l’esecuzione tempestiva e accurata delle analisi di routine su uve, mosti e vini. Saranno inoltre realizzati progetti di ricerca applicata attinenti al settore, con particolare riguardo allo studio dei descrittori che legano il prodotto al territorio e che descrivono la salubrità dei nostri vini, viste le peculiarità pedoclimatiche.
La rete di laboratori si affiancherà alle strutture già esistenti di Ispica e Marsala, nell’ambito del progetto sul recupero e la valorizzazione dei vitigni autoctoni del territorio regionale, al fine di sviluppare i protocolli di ricerca applicata nei campi di selezione clonale di Marsala e Comiso. In particolare, per quanto riguarda l’analisi sensoriale, si intende sviluppare un metodo di indagine che faccia riferimento a descrittori tattili degli acini dell’uva, ritenuti come marcatori della qualità finale del vino, che validati assieme a una serie di misure strumentali possono essere utilizzati per meglio stabilire l’epoca di raccolta e vinificazione.

Giuseppe Cicero - Dirigente responsabile Analisi e servizi per la certificazione in agricoltura
 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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