Una tecnica 16 volte più precisa e accurata rispetto ai sistemi tradizionali permette di analizzare i cibi confezionati. È stata messa a punto nell’ambito del progetto Modulinspex, finanziato dall’Unione europea nell’ambito del sesto programma quadro per la ricerca. La nuova tecnica permette di riconoscere ogni genere di “intruso” nei cibi, dai bachi nelle mele a granelli di sabbia nel pane, così come eventuali difetti di confezionamento. Gli ospiti indesiderati nei cibi confezionati sono molto più frequenti di quanto si creda, ha osservato il responsabile del progetto, il danese Joergen Rheinlaender. Circa una volta su dieci, ha aggiunto, può accadere che frammenti di pasta, dagli spaghetti alle penne, restino intrappolati nella confezione, lasciando penetrare aria all’interno. Sebbene più precisi delle tecniche tradizionali, basate su raggi X ad alta intensità non troppo diversi da quelli usati nei controlli di sicurezza negli aeroporti, la nuova tecnica basata su raggi X a bassa energia non era stata finora utilizzata a causa dell’estrema lentezza. Un problema, questo, che il progetto europeo ha risolto grazie a un microchip: in questo modo è stato possibile combinare precisione e rapidità, in un sistema in grado di analizzare 300 immagini al secondo con una risoluzione 16 volte migliore rispetto a quella dei sistemi tradizionali.