(9 marzo 2010) - L'Istituto agrario di San Michele all'Adige (Trento) corre in aiuto alla California, in particolare alla contea di Napa, per gestire il problema della recente apparizione di una infestazione della tignoletta della vite, insetto contro il quale in Trentino si ricorre da anni al
metodo della “confusione sessuale”. La richiesta di supporto tecnico all'Istituto Agrario è arrivata direttamente dalla “Ppq executive team”, un omologo del nostro servizio fitosanitario responsabile di mettere in atto le misure di quarantena. Claudio Ioriatti, responsabile dell'area sperimentazione agraria e agricoltura sostenibile del Centro trasferimento tecnologico di San Michele, ha spiegato che «l'invito a partecipare al gruppo di lavoro internazionale è stato particolarmente gratificante in quanto non solo riconosce l'esperienza dell'Istituto circa la biologia di un fitofago tradizionalmente infeudato alla viticoltura di casa nostra, e in collaborazione con le due prestigiosema qualifica il lavoro di ricerca e sperimentazione di San Michele istituzioni delle quali fanno parte gli altri due colleghi italiani: Bruno Bagnoli del Cra di Firenze e Andrea Lucchi del dipartimento di
coltivazione e difesa delle specie legnose dell'Università di Pisa».
Il Trentino Alto Adige è riconosciuto come pioniere in Italia nell'applicazione di questa strategia di controllo, un metodo biologico che confonde sessualmente gli insetti dannosi per evitare la loro riproduzione. La tignoletta della vite, da sempre presente in Europa, è stata segnalata nel 2007 in Cile e l'anno scorso è sbarcata anche in California. La sua presenza desta particolare preoccupazione poiché, date le condizioni climatiche particolarmente favorevoli al suo sviluppo, rischia di minare l'efficacia delle strategie di difesa attualmente in atto con gravi ripercussioni sia sulla redditività della coltura sia per l'indubbio impatto ambientale conseguente alla necessità di predisporre un controllo chimico.
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