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Le tele raccontano il gusto siciliano

 
Paesaggi, profumi e sapori alla Galleria d’arte moderna    
     

di Paola De Simone

   
     

PALERMO (30 aprile 2008) - Dagli ulivi saraceni di Lojacono e Leto alle opunzie e alle agavi, dagli inconfondibili platani di via Libertà di Catti ai paesaggi fluviali e lacustri della Sicilia orientale fino all’imponenza dell’Etna innevato di Ettore De Maria, le mandrie bovine, l’asinello pantesco e il suino nero dei Nebrodi. Le meravigliose immagini della campagna siciliana, gli elementi caratteristici della flora e le tracce della fauna dell’isola, abilmente rappresentate dai più importanti paesaggisti siciliani dell’Ottocento, sono i protagonisti di un progetto educativo realizzato dalla Galleria d’Arte moderna di Palermo e dall’assessorato regionale Risorse Agricole e Alimentari. “Paesaggi, profumi e sapori” il titolo del percorso organizzato all’interno del museo per i ragazzi delle scuole elementari e medie, ma anche per gli adulti.  Un itinerario che, fino a maggio 2008, propone un approccio originale al territorio e le sue risorse, ai prodotti tipici regionali, alla cultura del cibo come fattore di definizione di un popolo. Tre gli step del percorso ideato per i gruppi: una visita guidata con un esperto d’arte della galleria, per osservare nei quadri le caratteristiche del paesaggio rurale

siciliano; un momento di laboratorio, nel quale il visitatore è guidato da un esperto dell’assessorato  attraverso proiezioni e immagini in una riflessione sui cambiamenti dei paesaggi siciliani, cogliendo le differenze e gli elementi di continuità in termini naturalistici, agricoli e alimentari. Tappa finale del percorso la degustazione dei prodotti tipici siciliani, dal caciocavallo palermitano al suino nero dei Nebrodi, per scoprirne gusto e qualità. «Nell’ambito dei progetti d’educazione agroalimentare e agroambientale, questo rappresenta sicuramente una novità – spiega Vito Lo Greco dall’Uot di Monreale, l’unità operativa che ha seguito il progetto e ha fornito le specialità siciliane da degustare – . Importante,
non solo perché mette in evidenza la valenza economica dell’agricoltura per la Sicilia, ma anche quella paesaggistica, di mantenimento e di salvaguardia del territorio. Per fare un esempio, il mandarino tardivo di Ciaculli, nella Conca d’Oro». «Visto il successo dell’iniziativa – concludono dall’Uot64 – sia dal punto di vista di pubblico (più di 500 gli studenti accorsi da ottobre ad oggi) ma anche per l’ottima organizzazione, prevediamo che questa iniziativa possa ripetersi nel prossimo anno».
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