(2 ottobre 2008) - Oggi, sempre più internazionale e in linea con le esigenze del mercato, Flormart-Miflor è divenuta, per l’Europa mediterranea, la principale rassegna nel settore. Il salone internazionale del florovivaismo, ogni sei mesi porta a Padova, operatori da tutti i mercati europei. Numerosi gli incontri e le manifestazioni professionali, molteplici i settori in mostra (florovivaismo, hobby flora, flortecnica) organizzati su di una superficie di 72.000 metri quadrati, in grado di accogliere 1.200 espositori e 35.000 visitatori. Certo sono queste le belle realtà con cui gli imprenditori agricoli vorrebbero sempre avere a che fare ma, purtroppo, non mancano i problemi, che a sentire i vivaisti sono soprattutto legati alla commercializzazione. Spesso si stenta a cogliere le tante opportunità che, un settore dinamico come questo, non manca certo di offrire. Dando voce ai produttori del comprensorio, ascoltando i titolari delle aziende agricole site nel ridente golfo tra Tindari e Milazzo, si coglie al contempo tanta voglia di fare, tanto sano ottimismo stemperato, purtroppo, da reali preoccupazioni, problemi concreti. Il tessuto agricolo del nostro territorio è composto
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da tante aziende che hanno voglia di fare, di crescere e di migliorare la qualità del loro prodotto. Tanti sono i giovani imprenditori agricoli, uomini e donne, che con sempre maggiore professionalità e capacità stanno rivitalizzando il territorio. Queste sono senz’altro le risorse su cui si deve scommettere per ridare all’agricoltura il ruolo che le compete; la valorizzazione delle risorse, umane e non, e del territorio ove esse si trovano sono gli obiettivi primari che politiche serie ed attente dovrebbero perseguire. Anche se la realtà presenta spesso difficoltà varie, determinate da un altrettanto vario ventaglio di fattori (crisi di mercato, massiccio e crescente andamento delle importazioni, gap |
infrastrutturale, eccessivo appesantimento burocratico), occorre guardare avanti per uscire dalla crisi, guadagnare altre fasce di mercato e dare redditività all’impresa agricola. Una bella lezione in tal senso l’hanno data, di recente, le numerose aziende del Messinese che alla fiera di Padova hanno rappresentato al meglio il florovivaismo siciliano, dando risalto alle nostre specialità agrumicole. Tante idee e nuove sfide imprenditoriali hanno animato gli stands e incoraggiato gli operatori del settore. L’innovazione nel campo dei substrati di coltivazione -fibra di cocco- e il florovivaismo eco-compatibile sono stati gli argomenti di maggiore interesse durante le tre giornate fieristiche. Molte sono oggi le aziende interessate all’utilizzo della fibra di cocco, un materiale di riciclo, ecocompatibile, quasi-inerte (privo cioè di nutrimenti propri, per questo addizionabile liberamente con i nutrimenti impiegati per la pianta) che presenta numerosi vantaggi per i produttori agrumicoli. Questo substrato favorisce, infatti, la radicazione della pianta che impiegherà minor tempo a svilupparsi
… gli esperti quantificano in mesi 10 il tempo necessario ad ottenere una pianta finita
… forse sono pochi ma, di certo, i tempi di produzione, risultano notevolmente ridotti con l’impiego della fibra di cocco. La sua consistenza light, per dirla all’inglese, favorisce i produttori anche nella fase di consegna, infatti, ciascun carrello, utilizzato per la spedizione delle piante, avrà un peso minore e conterrà un numero maggiore di piante, cosa che si tradurrà in risparmio per chi vende e di conseguenza per chi acquista. La vetrina fieristica padovana, si è rivelata, ancora una volta un importante appuntamento per gli operatori del settore e, sfatando vecchi “miti” che, la volevano ormai superata, è stata foriera di interessanti novità.