La Leishmaniosi è una malattia infettiva di origine parassitaria causata da protozoi del genere Leishmania, trasmessa da agenti vettori, che colpisce sia gli animali (canidi e roditori) domestici e selvatici che l’uomo. La Leishmaniosi è presente nelle aree tropicali e subtropicali temperate del mondo e in tutto il bacino del Mediterraneo. In Italia l’infezione è storicamente endemica lungo le coste dell’Italia peninsulare e nelle isole ma, sempre più di frequente, viene diagnosticata in aree sinora ritenute indenni innescando un processo di endemizzazione in tutto il territorio nazionale favorito dai crescenti mutamenti climatici. L’agente causale è rappresentato da un protozoo appartenente al genere Leishmania, parassita intracellulare obbligato del sistema reticolo-istocitario dell’uomo e di altri mammiferi che viene trasmesso solo ed esclusivamente ad opera di un vettore biologico, il flebotomo (insetto ematofago, appartenente al genere Phlebotomus, di aspetto simile ad un moscerino di 2-3 mm), insetti simili a piccole zanzare; ragion per cui è impossibile che la trasmissione avvenga per contatto diretto tra soggetto ammalato e soggetto sano. La Leishmaniosi colpisce prioritariamente i cani, che nel nostro territorio rappresentano il “serbatoio” principale del parassita, ma colpisce anche gatti e roditori selvatici oltre che l’uomo e in particolar modo risultano essere più esposti gli anziani, i bambini e gli immunodepressi. Non deve essere motivo di preoccupazione alcuna dunque la presenza di un cane affetto dalla malattia non essendoci come già accennato la possibilità di un contagio diretto, trasmissione che avviene solo attraverso la puntura dei flebotomi. A tal proposito, questi piccoli insetti risultano essere molto attivi alle nostre latitudini durante le ore crepuscolari e nelle serate poco ventilate, difficilmente individuabili date le piccole dimensioni e il volo silenzioso (a differenza delle comuni zanzare), il cui morso però provoca dolore nel punto di inoculo.
Scarica il volume (.pdf)