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Itinerario
Naturalistico della Provincia di Trapani |
La
cuspide occidentale della Sicilia è occupata per intero dalla provincia
di Trapani (2460 kmq.). Questa zona è, dal punto di vista naturalistico,
tra le più ricche e diversificate della Sicilia: si passa dai lunghi
tratti costieri dove si trovano profondi litorali sabbiosi alle aspre
scogliere, dalle zone palustri e lagunari alle saline e alle zone di delta
fluviale, dall’insieme di isole, isolotti e scogli alle verdeggianti
vallate o alle aspre vette che superano i 1000 metri di quota. Chiuso
a nord dalla propaggine estrema della catena appenninica siciliana, questo
lembo di Sicilia termina a ovest con i sontuosi scenari delle Saline,
della Laguna dello Stagnone e dell’Arcipelago delle Egadi, mentre,
a sud, si protende verso il canale di Sicilia con una fascia di basse
scogliere, distese di sabbia finissima e foci dei fiumi. Infine la parte
ovest è costellata di valli rigogliose e di basse colline argillose
in cui spiccano isolati rilievi. Parecchi di questi ambienti costituiscono
degli unicum ecologici e perciò sono posti sotto tutela, al fine
di garantire la salvaguardia dei caratteri naturali fondamentali. Si tratta
di un complesso di Aree Protette composto da nove Riserve Naturali (Zingaro,
Monte Cofano, Saline di Trapani oltre alle piccole Isole dello Stagnone,
il Lago di Preola e i Gorghi Tondi, la Foce del Fiume Belice con le sue
dune limitrofe, la Grotta di Santa Ninfa, Bosco di Alcamo e l’Isola
di Pantelleria), due Aree Marine Protette, di cui quella di Pantelleria
in via di istituzione e quella delle isole Egadi, le aree marine di reperimento
di monte Cofano e Golfo di Custonaci e dello Stagnone di Marsala. Anche il paesaggio antropico, soprattutto nell’area centrale delle colline, possiede un alto valore paesaggistico caratterizzato da ampie distese a vigneto e da suggestivi mosaici culturali in cui si trovano esempi molto interessanti di architetture rurali: i “bagli”. Una notazione a parte meritano l’arcipelago delle Egadi e l’Isola di Pantelleria, il cui pregio non dipende soltanto dalle parti emerse, ma si deve soprattutto alla straordinaria biodiversità presente negli ambienti marini. Prima tra le Riserve Naturali istituita in Sicilia, quella dello Zingaro, che risale al 1981, si estende tra Scopello e San Vito Lo Capo lungo un tratto di circa 7 km. di costa frastagliata intercalata a cale, insenature e rilievi calcarei sovrastanti. L’area è caratterizzata da una diversità biologica considerevole; infatti nella riserva si trovano più di 650 specie vegetali, di cui più di 40 sono endemismi e numerosissime quelle rare come l’esclusivo limonio di Todaro. Di particolare interesse è la Palma nana, unico rappresentante della famiglia delle palme in Europa unitamente alla Phoenix theophrasti che vive solamente nell’Isola di Creta in Grecia. Altrettanto ricco è il patrimonio faunistico che, grazie all’esistenza di molte nicchie ecologiche, possiede una diversità particolarmente elevata. In particolare è qui che nidifica l’ormai rara Aquila del Bonelli. Numerosi sono gli antri e i cunicoli, tra cui la grotta sottomarina della Ficarella e la grotta dell’Uzzo. Una notazione a parte va fatta per lo straordinario e incontaminato ambiente marino caratterizzato da un ecosistema integro e particolarmente ricco di biodiversità. Un’altra struttura che si sviluppa all’interno della riserva è il Marciapiede a Vermetidi, un endemismo mediterraneo la cui importanza è legata alla sua presenza esclusiva di ambienti di elevata qualità delle acque. Il Marciapiede consiste in un’importante biocostruzione generata dal concrezionamento di due specie di molluschi gasteropodi. Un’altra area marina di reclutamento della biodiversità è l’isola dello Stagnone, la più grande laguna della Sicilia che si estende tra lo sperone roccioso di punta San Teodoro e Capo Lilibeo, tra Marsala e Trapani e comunica con il mare aperto attraverso le bocche di tramontana e di ponente. Ambiente di straordinario impatto paesaggistico, il piccolo arcipelago, che è parte di un antichissimo pianoro alluvionale parzialmente colmato dall’effetto di sollevamento delle acque, è composto da quattro isole: Mozia o San Pantaleo, Santa Maria, La Scuola e Isola Longa, che è la più estesa. Questi lembi di terra presentano una vegetazione rigogliosa con associazione di specie mediterranee poiché queste isole si trovano lungo le rotte più importanti seguite dagli uccelli migratori e l’ornitofauna ospitata è più che mai interessante. Il Monte Cofano è un suggestivo promontorio calcareo che si erge sulla costa a 659 metri s.l.m. e la sua particolare conformazione geo-morfologica e le ridotte pressioni antropiche fanno di questo luogo uno dei più significativi della costa trapanese. La riserva terrestre ospita circa 325 specie vegetali, di cui molte sono endemiche o rare. In particolare vi insiste un complesso di piante rupestri che vegetano in zone integre come la Palma nana. Consistente è la comunità faunistica che, tra gli altri, annovera diversi falconiformi nidificanti e uccelli marini. Poco distante dalla costa trapanese, e geologicamente collegato alla Sicilia, è il gruppo insulare delle Egadi, composto da tre isole principali e da alcuni isolotti. L’arcipelago è invece costituito dalle isole di Favignana, Levanzo e Marettimo. Tra queste, il vero gioiello è Marettimo. Unica per storia geologica e conformazione, montuosa e dolomitica, presenta versanti aspri e scoscesi a nord e versanti coperti da una fitta vegetazione. Il lungo isolamento dalla Sicilia avvenuto per Marettimo, ancora prima di quello di Favignana e Levanzo, ha consentito la conservazione o la specializzazione di numerose specie vegetali: ben 515 entità botaniche sono presenti su quest’isola, di cui alcune rarissime e del tutto assenti sul restante territorio siciliano. |
Isola
di Pantelleria Costituita quasi interamente da rocce vulcaniche, l’isola si trova tra l’Africa e la Sicilia. Visitandola è possibile a tutt’oggi constatare i segni dell’antica attività vulcanica sia attorno al cratere fino alla Montagna Grande (836 metri s.l.m.), lungo i cui pendii si trovano 24 sbocchi detti cuddie, sia all’interno del cratere stesso dove si trova un laghetto alimentato da sorgenti termali chiamato “Specchio di Venere”. Anche in altri siti è possibile osservare tali manifestazioni della passata attività vulcanica attraverso la fuoriuscita di vapori fumosi dette favare o mofete. Dal punto di vista geologico l’isola si presenta molto interessante; di particolare fascino risulta la costa con i suoi faraglioni, le insenature e le grotte, ma non solo vi sono anche trachiti, basalti, ossidiane e una particolare roccia detta cossirite. Particolarissima risulta essere anche la vegetazione terrestre presente con più di seicento specie spontanee, tra cui il pino marittimo identificabile come un vero e propri relitto botanico. Grazie alla sua posizione geografica, l’isola è un importante luogo di sosta per l’avifauna migratoria e costituisce l’unica stazione italiana del Beccamoschino iberico e l’unica europea della Cinciallegra algerina.
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