Itinerario Naturalistico della Provincia di Palermo
 
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Indubbiamente il territorio del palermitano possiede una straordinarietà paesaggistica, assemblata in un mosaico di forme e colori che, partendo da ovest, dalle splendide coste del Golfo di Castellammare, giunge fino alle vette del Parco delle Madonie (1979 metri s.l.m.). Con i suoi 4992 kmq., il territorio della provincia di Palermo resta il più esteso fra le province siciliane con una forma che assomiglia molto a una sorta di quadrilatero disposto in senso longitudinale. Il più vasto sistema orografico del palermitano è dominato dal complesso montuoso delle Madonie, secondo per altezza solo all’Etna, che degrada nel versante meridionale attraverso dei rilievi argillosi più dolci che raccordano il complesso montuoso con un altopiano gessoso solfifero mentre, a nord, degrada in un ampio litorale medio collinare tirrenico, caratterizzato da piccole falesie e spiagge strette limitate da rilievi montuosi che ne caratterizzano il paesaggio. Se il litorale tirrenico è stato sottoposto maggiormente alla spinta antropica, ed è anche dominato da coltivi, quello delle alte quote si presenta più ricco di estese formazioni vegetali autoctone.

Tra queste ricordiamo il querceto di Piano Zucchi, il faggeto di Monte Cervi, Monte San Salvatore e Monte Carbonara. Querceti sempreverdi e da sughero che si alternano a caducifoglie come Roverelle e Rovere. Di particolare interesse le piante rupestri endemiche come il Lino puntato (Linum punctatum), dalle splendide fioriture azzurro ceruleo da osservare nella tarda primavera o la viola delle Madonie (Viola nebrodensis), posta in alta quota. L’aquila reale, il moscardino, l’istrice e il Grifone, recentemente reintrodotto nel parco, costituiscono un’interessante presenza della fauna selvatica locale. Di particolare interesse botanico in località Quacella riscontriamo l’ormai esigua popolazione di Abete delle Madonie, una conifera ormai in via di estinzione che è stata di recente oggetto di attenzione da parte della Comunità Europea per la sua bellezza e unicità. L’ambiente delle Alte Madonie è, in particolare, caratterizzato dalla presenza di possenti rilievi montuosi che sfiorano i 2000 metri di quota: Pizzo Carbonara (1979 metri s.l.m.), Pizzo Antenna Grande (1975 metri s.l.m.), Pizzo Palermo (1955 metri s.l.m.), e presentano un’interessante distribuzione eterogenea di flora e fauna.

Particolarmente interessante per i diversi ambienti naturali e paesaggistici che annoverano habitat eterogenei per la loro grande biodiversità, custodisce un patrimonio naturalistico di grande rilievo. A tal fine sono stati istituiti il Parco regionale delle Madonie e 20 riserve naturali (Monte Pellegrino e Parco della Favorita, Capo Rama e Cala Rossa, Serre ed Inghiottitoio di Ciminna, Bagni di Cefalà Diana e Pizzo Chiarastella, Bosco della Favara e Bosco Granza, Monte San Calogero, Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto, Serre della Pizzuta, Oasi del Lago di Piana degli Albanesi, Bosco Ficuzza e Rocca della Busambra, Oasi di protezione e rifugio della fauna del Lago Poma, Riserva naturale della Grotta di Entella, Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, Monte Carcaci, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, la Grotta di Carburangeli, la Grotta dei Puntali, la Grotta della Molara, Riserva Grotta Conza e Capo Gallo e due aree marine protette: l’Isola di Ustica e l’Isola delle Femmine. Inoltre il territorio presenta numerosi Siti di Interesse Comunitario (SIC), e Zone di Protezione Speciale (ZPS) che costituiscono ulteriori risorse naturali con un diverso livello di protezione.

 
 
Vallone Madonna degli Angeli
Dal centro abitato di Polizzi ci si avvia verso gli abeti delle Madonie, iniziando così una bella escursione che si svolge, per intero, lungo una stradella della Forestale, percorrendo una zona di altissimo interesse naturalistico grazie alla presenza di numerosi endemismi botanici di grande valore come l’Abete delle Madonie (Abies nebrodensis). Sulla SP 119, che da Portella Colla conduce a Polizzi Generosa, si trova, dopo circa 8 o 9 km., una zona soggetta a rimboschimento con una stradella di accesso chiusa da un cancello che impedisce il transito delle auto, ma che non impedisce invece il passaggio agli escursionisti. Oltrepassato il cancello, si segue la strada che si inerpica sul versante meridionale della montagna della Quacella. Superato un tornante la strada piega dirigendosi verso una sella rocciosa, oltre la quale si entra nel Vallone Madonna degli Angeli, forse uno dei luoghi più suggestivi delle Madonie e di tutta la Sicilia. Proseguendo si risale fino a giungere al successivo tornante che volge a sinistra e dove si apre un sentiero che inizia, con una scalinata e un corrimano in legno, percorso il quale, dopo meno di venti minuti, si possono incominciare a osservare i primi esemplari di Abies nebrodensis opportunamente segnalati dalla tabellonistica dell’Ente gestore.

 
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