Itinerario Naturalistico della Provincia di Messina
 
Itinerari . Itinerario Naturalistico . Itinerario Archeologico . Itinerario Gastronomico
 
 
Con i suoi 3248 kmq., la provincia di Messina occupa l’intera cuspide nord-orientale dell’Isola raggiungendo a sud il complesso vulcanico etneo. Il territorio è molto articolato, comprendendo la prosecuzione dell’Appennino calabro che si divide in due unità orografiche: i Monti Peloritani a est e i Nebrodi a ovest. Solo apparentemente tale catena si mostra senza soluzione di continuità. Le due unità infatti differiscono per costituzione, forme e copertura vegetale, mentre le coste, che fanno parte del territorio messinese e che si sviluppano per ben 250 km., sono generalmente alte o orlate da strette fasce pianeggianti alluvionali. Caratteristica del territorio provinciale è una non comune quantità di ambienti diversi, alcuni dei quali sono di eccezionale valore naturalistico e vanno, come detto, da quelli di alta montagna a quelli dell’arcipelago Eoliano, da quelli delle zone umide costiere e fociali a quello delle aste fluviali che ne fanno un territorio straordinariamente ricco di biodiversità. Ciò motiva ampiamente il gran numero di aree naturali protette istituitevi: due parchi, quello dei Nebrodi e quello dell’Alcantara, ai quali vanno aggiunte dodici riserve naturali (Isola Bella, Fiumedinisi e Monte Scuderi, Laguna di Capo Peloro, Laghetti di Marinello, Bosco di Malabotta, Vallone Calcagna sopra Tortorici, Isola di Stromboli e Strombolicchio, Isola di Panarea e scogli viciniori, Isola di Vulcano, Montagna delle Felci e dei Porri, Isola di Filicudi, Isola di Alicudi), Siti di Importanza Comunitaria (SIC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) e un’area marina protetta come quella delle isole Eolie.

I monti Peloritani rappresentano una congiunzione tra l’Appennino calabro e quello siciliano e disegnano un’area ora aspra e desertica, ora rigogliosa e verdissima che, dal punto di vista geologico, è costituita da diverse unità stratigrafico-strutturali con facies metamorfiche differenti e relative coperture sedimentarie. Le rocce più diffuse, di antichissima datazione, sono in parte di origine magmatica e in parte metamorfica. La copertura vegetale, fortemente condizionata e modificata dall’uomo, è rappresentata dalla macchia mediterranea e da frammenti di boschi naturali. Consistente è l’opera di rimboschimento operata nel demanio forestale con varie essenze arboree. Sempre nella zona è da segnalare che, nonostante la praticata attività venatoria, i monti Peloritani continuano ad essere un importante punto di riferimento per molti uccelli in transito migratorio.

Diversamente i monti Nebrodi sono formati da marne, argille e arenarie del Cenozoico, hanno un profilo più morbido e sono ricoperti prevalentemente da querceti e faggeti che si presentano al limite del proprio areale di distribuzione. Il Parco dei Monti Nebrodi occupa la parte centrale più ampia della catena appenninica (circa 200000 ha.) ed è limitato ad oriente dal massiccio della Rocca di Novara, a meridione dal complesso dell’Etna, dall’alta valle del Simeto e dai Monti Erei, ad occidente dal fiume Pollina e a settentrione dalla costa tirrenica dell’Isola. Morfologicamente i Nebrodi hanno l’aspetto di una linea sinuosa costituita da possenti rilievi, quasi tutti oltre i 1500 metri di altezza. Generalmente presentano fianchi scoscesi e cime arrotondate segnate da una serie di alte vette in continuità dalle quali si dipartono numerose valli e crinali. Il Parco costituisce un’area di elevatissimo interesse naturalistico e biogeografico soprattutto per la presenza di una vasta copertura forestale che si presenta con una successione ininterrotta di fasce altitudinali dal livello del mare sino alle parti sommitali. Questa è costituita da boschi di querce sempreverdi, caducifoglie e faggi.

Straordinariamente ricco è anche il sottobosco, che annovera piante rare e numerosissimi endemismi. Una menzione meritano le numerose specie vegetali che popolano gli specchi d’acqua montani e alcuni corsi d’acqua, alcune delle quali di notevole interesse ecologico. Di particolare rilevanza il popolamento di Petagna, che vive in numerosi valloni umidi e ombrosi del Parco o i significativi esemplari di cerro che svettano tra il lago del Biviere e il Bosco Mangalaviti. Dal punto di vista faunistico il Parco ospita una buona quantità di mammiferi, tra cui interessanti sono il Gatto Selvatico e la Martora. Per quanto riguarda l’avifauna, invece, vanno menzionati l’Aquila reale, l’Aquila del Monelli, il Falco Pellegrino, il Lanario, lo Sparviero e la Cincia Bigia di Sicilia, esclusiva delle faggete dei Nebrodi. Inoltre numerosi sono gli anfibi, i rettili e gli invertebrati, un gran numero dei quali endemici.

Particolare importanza assume anche il Parco del Fiume Alcantara, con circa 11.000 ha. compresi tra la valle di Mojo, il fiume Alcantara e la foce, fiume che nasce sui Monti Nebrodi e discende a meridione fino a lambire l’abitato di Randazzo, dove piega ad est e costeggia il complesso etneo segnando il limite tra l’area vulcanica e quella nebroidea, sfociando nel mare Ionio, poco più a sud di Giardini Naxos. Lungo il suo percorso, il fiume ha creato una valle erodendo senza sosta le rocce affioranti, anche se il suo alveo è stato interessato, a più riprese, dall’invasione di imponenti colate laviche provenienti dal medio e basso versante settentrionale dell’Etna, che ne hanno ostruito o modificato l’andamento, sospingendolo verso i contrafforti dei Nebrodi e dei Peloritani. Il fiume, scorrendo, ha eroso i neri basalti etnei e, in diversi tratti, ha dato vita alle caratteristiche “forre” laviche, conosciute come gole, con pareti verticali strapiombanti per decine di metri entro cui scorre l’Alcantara generando salti, cascate e laghetti detti “gurne” circondati da una fitta vegetazione.

I diversi fattori ecologici (disponibilità di acqua, morfologia, larghezza dell’alveo) permettono la sopravvivenza di diversi e importanti tipi di flora mediterranea e di molte specie animali, soprattutto uccelli. Particolarmente rilevante la rigogliosa flora ripariale, caratterizzata dal Platano, ormai raro, cui si associano altri alberi di luoghi umidi (Salice bianco, l’endemico Salice di Gussone, il Pioppo, l’Olmo minore, l’Ontano nero, che qui è presente nella sua unica stazione siciliana). Le fredde acque del fiume sono impreziosite da numerose specie acquatiche, sia radicate che galleggianti: su tutte spicca il raro ed elegante Ranuncolo a Pennello (Ranunculus etereus) e la Lenticchia d’acqua (Lemna acquatica).
 
 
Il Parco dei Nebrodi
È una delle più belle escursioni della Sicilia e può essere agevolmente effettuata in entrambi i sensi svolgendosi sempre su stradelle sterrate ben tracciate e poco frequentate. Sulla SS 116 che da Capo d’Orlando conduce a Randazzo, a circa 3 km. prima di Floresta (1275 metri s.l.m.) si incontra un bivio a destra, con una strada asfaltata, imboccata la quale si percorrono circa 9 km. fino ad arrivare alla Portella Dàgara (1430 metri s.l.m.); si lascia l’auto nei pressi di Portella, località a circa mezz’ora di cammino dal bellissimo Lago Tre Arie (1419 metri s.l.m.). Si percorre la strada ora sterrata in direzione ovest scavalcando la Portella di Testa (1467 metri s.l.m.), poi si scende verso il Lago Margio Vecchio, che rimane poco a sud, per risalire inoltrandosi nel bosco di Mangalaviti che diventa sempre più fitto e ricco di alberi secolari.

Si percorre la Serra Pignataro per un pezzo (a 1661 metri s.l.m.), passando nei pressi della cima, poi la strada gira verso sud-ovest, scendendo verso la sorgente Favotorto (a 1610 metri s.l.m.), un piccolo corso d’acqua perenne che alimenta il torrente Rosmarino. La stradella prosegue verso sud-ovest in leggera discesa, fino a un’altra sorgente a quota 1518 metri, quindi si dirige verso ovest costeggiando il monte Scafi (1487 metri s.l.m.) per giungere infine al Lago Biviere di Cesarò (1278 metri s.l.m.), un bellissimo lago immerso in uno scenario da fiaba nordica nella grande faggeta che scende da Monte Soro, con l’Etna che domina lo sfondo.

 
Home | Produttori | Contatti | Credits
La Sicilia del Vino | Le Strade del Vino | La Storia del Vino | I Vini dell'Isola | Il Vino in Numeri
I Mille Volti della Sicilia | La Sicilia delle DOC | I Vitigni Autoctoni
Itinerari Naturalistici | Itinerari Archeologici | Itinerari Gastronomici