Trapani
Trapani è una città che, nell’intrico delle strade
del centro storico, rispecchia ancora la colonizzazione araba. I monumenti
principali si trovano tutti nel centro storico. Iniziamo la nostra visita
da corso Vittorio Emanuele, dove troviamo la Cattedrale, dedicata a
San Nicolò e la chiesa del Collegio dei Gesuiti. La prima è
stata edificata nel Seicento su un preesistente edificio del Trecento;
donata alla città dai genovesi e successivamente trasformata
in cattedrale, custodisce i dipinti della Natività, Crocifissione
e Deposizione, tutti di scuola fiamminga. Spostiamoci adesso nella chiesa
del collegio dei Gesuiti, che presenta una bella facciata su due ordini
scanditi da lesene e figure femminili che fungono da cariatidi. L’interno
è a tre navate e custodisce un bassorilievo del Marabitti raffigurante
l’Immacolata. Palazzo Cavarretta chiude il corso in maniera scenografica.
Il palazzo, che un tempo fu sede del Senato, presenta una ricca facciata
su due ordini, in cui sono collocate varie statue tra le quali Sant’Alberto,
patrono della città.
Accanto al palazzo si eleva la duecentesca torre dell’orologio.
Proseguendo lungo via Torrearsa, sulla sinistra si apre piazza Scarlatti,
dove ci accolgono la fontana di Saturno, costruita nel 1342 e la chiesa
di Sant’Agostino. L’edificio religioso, realizzato dai Templari
nel Trecento, presenta sulla facciata un bel rosone e un portale gotico
originali, nonché una nicchia con una statuina di scuola gaginesca.
Percorrendo la via San Pietro raggiungiamo la chiesa di Santa Maria
del Gesù, della prima metà del Cinquecento. Presenta una
bella facciata gotico-rinascimentale in cui si inserisce un portale
in stile catalano. L’interno conserva la Madonna degli Angeli,
una terracotta invetriata dipinta, realizzata da Andrea della Robbia
e un baldacchino del 1521 realizzato da Antonello Gagini. Fuori da centro
storico, alla fine dell’omonima via, troviamo la Torre di Ligny,
costruita nel 1671 per scopi difensivi. L’edificio ospita oggi
il Museo della Preistoria e di Archeologia Marina, dove sono custoditi
reperti archeologici, pannelli esplicativi relativi alla preistoria
e reperti medioevali recuperati da relitti di navi affondate. In via
Pepoli sorge invece il Santuario dell’Annunziata, risalente al
1320, ma oggetto di numerosi rifacimenti.
L’interno custodisce due cappelle di particolare interesse: la
Cappella dei Pescatori, a pianta quadrata, che risale al Trecento e
dove sono affrescate storie della Genesi e la Cappella dei Marinai.
Quest’ultima è in tufo, risale al Cinquecento e presenta
la fusione di motivi orientali e rinascimentali. Dietro l’altare
principale della chiesa visitiamo la Cappella della Madonna. Un arco
monumentale in marmo realizzato dai Gagini nel Cinquecento e due portali
di bronzo ci permettono di accedere alla cappella che conserva sull’altare
maggiore una statua in marmo raffigurante la Madonna col Bambino che
poi è la Madonna di Trapani. La statua, realizzata nel Trecento,
è un capolavoro attribuito a Nino Pisano, mentre invece, in basso,
troviamo una veduta in argento della città di Trapani. Infine
visitiamo il Museo regionale Pepoli, ospitato nei locali dell’ex
convento attiguo al Santuario. Il museo, oltre le numerose opere di
scuola gaginesca, tra le quali il San Giacomo Maggiore di Antonello
Gagini, custodisce una Pietà dell’Oderisio del Quattrocento,
una Madonna col Bambino e Angeli del Pastura, un San Bartolomeo del
Ribera e il dipinto le Stimmate di San Francesco realizzato da Tiziano
nel 1530.
Mazara
del Vallo
In piazza Plebiscito a Mazara del Vallo, che fu capoluogo di una delle
tre circoscrizioni amministrative con cui gli Arabi divisero l’Isola,
si trovano la settecentesca chiesa di Sant’Ignazio, l’ex
Collegio dei Gesuiti e l’ex chiesa di Sant’Egidio. L’ex
Collegio dei Gesuiti è un centro polivalente che fra le altre
cose ospita il Museo Civico e la Sala Consagra. Il museo raccoglie reperti
di cultura materiale che vanno dall’età del bronzo alla
fine dell’età bizantina. La Sala Consagra è invece
dedicata all’omonimo artista contemporaneo e raccoglie una bella
collezione delle sue opere. Nell’ex chiesa di Sant’Egidio
potremo ammirare il Satiro greco ripescato nel Canale di Sicilia nel
1998. La statua, che apparteneva con molta probabilità ad un
gruppo dionisiaco, è un capolavoro bronzeo di età ellenistica.
Nel cuore della città, in Piazza della Repubblica, visitiamo
la Cattedrale, il Palazzo Vescovile e il Seminario dei Chierici. Quest’ultimo
ospita il Museo diocesano, che raccoglie gli oggetti che costituivano
il tesoro della cattedrale. La cattedrale venne realizzata nell’XI
secolo per volontà del Gran Conte Ruggero, ma è stata
completamente rimaneggiata nel XVII secolo. Il portale è sormontato
da un bassorilievo che raffigura Ruggero in atto di abbattere un musulmano.
L’interno a tre navate custodisce alcune opere di pregio: un gruppo
di statue marmoree realizzate dagli scultori Gagini che raffigurano
la Trasfigurazione, un Gesù deriso del Marabitti e un ciborio
antico che venne utilizzato per il battesimo del figlio di Federico
II.
Marsala
L’evento più importante della sua storia è datato
11 Maggio 1860, quando i Mille, guidati da Garibaldi, sbarcarono nel
porto della città. Oggi Marsala è soprattutto famosa per
l’omonimo vino che si produce nella zona. La città si articola
attorno alla centrale piazza della Repubblica, dove si trovano il settecentesco
Palazzo Senatorio (La Loggia) sovrastato da una torre e la chiesa Madre.
La chiesa Madre venne edificata in età normanna e rifatta nel
Settecento. La facciata in tufo è arricchita da statue, mentre
l’interno contiene un San Tommaso di Antonello Gagini, una Madonna
del Popolo di Domenico Gagini e una tela rinascimentale di A. Riggio
raffigurante la Candelora (purificazione di Maria al Tempio). I locali
retrostanti la chiesa Madre ospitano il Museo degli Arazzi. Il museo
contiene otto grandi arazzi fiamminghi del Cinquecento donati da Filippo
II di Spagna all’arcivescovo Antonio Lombardo. Abbandonando il
centro città e andando fuori, troviamo il Museo Archeologico
di Baglio Anselmi ospitato all’interno di uno stabilimento vinicolo
progettato dal Basile. Il museo, oltre ad una serie di reperti di cultura
materiale che raccontano la storia di Marsala dalla preistoria al medioevo,
di cui si segnalano alcuni gioielli di età ellenistica, ospita
il relitto di una nave punica del terzo secolo a. C. La nave, lunga
35 metri, ha permesso di ricostruire la tecnica con cui i punici realizzavano
le imbarcazioni.
Mozia
La prossima tappa dell’itinerario è Mozia. La città
venne fondata dai fenici nell’VIII secolo sull’isola di
San Pantaleo che si trova al centro dello Stagnone, un tratto di mare
antistante Marsala. Dionisio I, tiranno di Siracusa, distrusse Mozia
nel 397 a. C. Per giungere a Mozia è necessario attraversare
un piccolo tratto della laguna dello Stagnone che dal 1984 è
una Riserva Naturale Orientata. Nell’antichità una strada
che correva sotto il pelo dell’acqua permetteva di accedere alla
città senza utilizzare alcuna imbarcazione. Mozia presenta una
cinta muraria che si estende per 2500 metri e che cinge tutta l’isola.
Le due maggiori aree sacre dell’isola sono il santuario di Cappiddazzu
e il Tophet, santuario tipicamente fenicio. L’isola ospitava anche
un complesso industriale e un bacino di carenaggio per le navi (Cothon).
Da non perdere, infine, la Casa dei Mosaici e la Casa delle Anfore.
Il museo raccoglie un gran numero di stele funerarie e di vasi, ma di
particolare rilievo sono la statua acefala recuperata nello Stagnone,
che rappresenta un sacerdote e si data in età arcaica e soprattutto
la splendida statua raffigurante un giovane dalla lunga veste. La statua,
di stile severo, rappresenta molto probabilmente un auriga ed è
stata realizzata da un artista greco. La lavorazione della veste e la
fascia sul petto testimoniano influenze orientali.