Catania
La visita alla città di Catania, che nacque come colonia greca
nel 728-727 a. C., inizia da Piazza Duomo, dove si trovano, oltre alla
chiesa, anche la Badia di Sant’Agata, la fontana dell’Amenano
e Palazzo degli Elefanti, realizzato dal Vaccarini all’inizio
del Settecento. Al centro della piazza s’innalza il simbolo della
città, ovvero la statua dell’elefante, detto “’u
liotru”, che, posto sopra un alto zoccolo di pietra, sorregge
a sua volta un obelisco, al culmine del quale troviamo le insegne di
Sant’Agata, la patrona della città.
La Badia di Sant’Agata, di fianco al Duomo, è anch’essa
un’opera del Vaccarini e presenta una facciata concava con una
maestosa cupola, mentre l’interno a croce greca è finemente
decorato a stucchi. Il Duomo, anch’esso dedicato a Sant’Agata,
risale invece al 1092 e fu realizzato per volontà del Gran Conte
Ruggero, ma, dopo il disastroso terremoto del 1693, dove andò
in parte distrutto, fu rimodernato a causa dei gravissimi danni subìti
e della costruzione originaria oggi rimangono soltanto le tre absidi.
L’interno, dove oltre alla stele funeraria del Bellini è
custodito anche il sarcofago di Costanza, moglie di Federico III d’Aragona,
è costituito da un coro di legno intagliato del 1590, dove sono
rappresentate scene della vita e del martirio di Sant’Agata, mentre
nella cappella dedicata alla patrona, si trova un trittico marmoreo
con la Santa incoronata da Gesù e la Madonna, tra i Santi Pietro
e Paolo, oltre al sepolcro di marmo dorato del vicerè Ferdinando
D’Acuna, del 1494. Un enorme portale, di età spagnola,
ci permette di accedere al Tesoro del Duomo, che conserva reliquie,
pezzi di oreficeria di grande valore e una corona, adorna di pietre
preziose, che la tradizione vuole donata da Riccardo Cuor di Leone.
Dirigendoci verso Via Dusmet, potrete incontrare Palazzo Biscari, realizzato
nel Settecento, che presenta una bella decorazione a figure, volute,
putti, racemi e all’interno un salone delle feste, riccamente
decorato. Di fronte al palazzo si trova il Museo Diocesano, che ospita
fra gli altri “tesori” l’importante “vara di
Sant’Agata”. Continuando il viaggio per le vie cittadine,
potrete recarvi senza indugio in Piazza San Francesco d’Assisi,
dove, oltre al museo Emilio Greco, che conserva l’intera opera
grafica dell’artista, che nella rappresentazione delle figure
umane rivela la sua cultura classica, troviamo anche il museo Belliniano,
allestito nella casa del grande musicista dove sono conservate varie
cose a lui appartenute, mentre poco distante, in Via Sant’Anna,
potrete invece visitare la casa di Giovanni Verga, uno dei più
grandi protagonisti del verismo italiano.
Tornando in Piazza San Francesco, attraverso l’arco di San Benedetto
accederete alla via barocca per eccellenza di Catania, via dei Crociferi,
dove incontrerete le chiese di San Benedetto e di San Francesco Borgia.
La prima risale agli inizi del Settecento e presenta una facciata ripartita
in due ordini oltre ad un bel portale minutamente scolpito, mentre l’interno
risplende di ori e di affreschi. Palazzo Asmundo chiude con la sua facciata
la via che si apre fra le due chiese. Su via dei Crociferi sorge anche
l’ex Collegio dei Gesuiti, sede oggi dell’Istituto d’Arte,
che si articola attorno a quattro cortili, con una raffinata pavimentazione
a ciottoli bianchi e neri. Di fronte al Collegio dei Gesuiti si erge
la chiesa di San Giuliano, la cui facciata ricca di curve e di volute
è probabilmente opera del Vaccarini; al suo interno, a croce
greca, potrete ammirare un preziosissimo altare di agata e pietre dure,
sovrastato da un crocifisso ligneo del Trecento.
In Piazza Dante, invece, troverete il Complesso monumentale di San Nicolò
l’Arena, composto da un monastero e una chiesa a croce latina
articolata in tre navate che al suo interno conserva una cassa d’organo
settecentesca su cui sono intagliate scene del vangelo e una meridiana
che risale alla metà dell’Ottocento. Sulla facciata sinistra
del monastero si apre il portale realizzato da Antonio Amato, che vi
permetterà di accedere ad un cortile; all’interno del primo
chiostro, troverete una fontana di grande interesse, in stile neogotico,
con decorazioni di maiolica. Delle sale del monastero, che attualmente
ospitano la Facoltà di Lettere dell’Università di
Catania, da visitare sono sicuramente il refettorio e la biblioteca
con la Sala Vaccarini, che conserva ancora una pavimentazione in maiolica
napoletana del Settecento.
Acireale
Vi sarà possibile raggiungere la città seguendo la A 18
o la SS 114 in direzione Messina.
Il cuore di Acireale è costituito da Piazza Duomo su cui si affacciano,
oltre al Duomo, la Basilica dei Santi Pietro e Paolo ed il Palazzo Comunale.
Il primo, del Cinquecento, presenta aggiunte successive, tra le quali
la facciata bicroma dell’architetto G. B. Basile, mentre la Basilica
dei Santi Pietro e Paolo è un edificio barocco affiancato sul
lato destro da un campanile del Settecento. Il Palazzo Comunale, invece,
risale alla metà del Seicento e presenta degli splendidi balconi
in ferro battuto.
In Piazza Vigo troverete invece il Palazzo Pennisi di Floristella che
conserva una raccolta numismatica costituita da monete greco-sicule
del VI-IV secolo a.C., mentre spostandovi poi verso Piazza San Domenico,
non mancate di visitare la Biblioteca Zelantea, fondata nel 1671, che
possiede uno splendido patrimonio librario oltre ad un busto romano
raffigurante Giulio Cesare ed una Pinacoteca in cui si conserva una
Madonna col Bambino del Rubens.
Randazzo
Percorrete la A 18 in direzione Messina per poi imboccare la SS 120
fino a giungere a Randazzo, che sorge a pochi chilometri dal cratere
dell’Etna. Il monumento di maggior rilievo della cittadina è
la Cattedrale del XIII secolo che custodisce al suo interno alcune opere
del Velasquez e un affresco bizantineggiante del XIII secolo raffigurante
una Madonna col Bambino.
Non lontano dalla Cattedrale sorge la chiesa di San Nicolò, il
cui edificio originale risale al Duecento. Al suo interno potrete ammirare
un fonte battesimale, sorretto da nove colonnine, che risale al Trecento
e un bassorilievo con Scene della Passione a cui lavorarono i Gagini.
Sempre in città si trova anche la chiesa di San Martino, del
XIII secolo, che presenta invece una facciata seicentesca in cui sono
collocate statue del Cinquecento. Nell’interno si conservano un
quattrocentesco fonte battesimale in marmo rosso sorretto da otto colonnine
oltre a due Madonne di scuola gaginesca. Randazzo ospita anche il Museo
Vagliasindi, che raccoglie reperti archeologici provenienti da una necropoli
greca utilizzata tra il V ed il II secolo a. C.
Adrano
Raggiungete la cittadina percorrendo la SS 121 e poi la SS 284. In Piazza
Umberto troverete la chiesa di Santa Lucia e il Castello realizzato
dal Gran Conte Ruggero. L’ingresso dell’edificio è
fiancheggiato da due leoni in pietra lavica con gli stemmi delle famiglie
Moncada e Sclafani. Il castello ospita oggi tre istituzioni: il Museo
Etnoantropologico, il Museo Archeologico Regionale, di cui si ricorda
un cratere attico a colonnette del V secolo a. C. e la Pinacoteca, che
conserva anche opere d’arte del Salerno.Da visitare inoltre la
chiesa e il monastero di Santa Lucia che furono costruiti nel 1158,
con la facciata della chiesa, opera settecentesca di Stefano Ittar,
che si innalza su tre ordini, tra due campanili.
Militello
in Val di Catania
Percorrendo la A 18 in direzione Siracusa e successivamente la SS 194,
la SS 395 e la SP 281, vi sarà possibile raggiungere Militello
in Val di Catania, famosa per aver ospitato la corte di Giovanna d’Austria,
nipote di Carlo V. Degni di nota sono: la sede del comune, che oggi
si trova in un ex monastero benedettino, e la vicina chiesa, che presenta
un elemento tipico del barocco di Militello (il bugnato a graticcio);
all’interno troverete un coro ligneo su cui sono raffigurati i
misteri e le scene della vita di san Benedetto e delle cripte di sepoltura
della chiesa madre, realizzata nel 1721. Sempre al suo interno è
ospitato il Museo di San Nicolò, che custodisce paramenti liturgici,
gioielli ed ex voto. La chiesa di Santa Maria della Stella, poco distante,
conserva invece una pala d’altare in terracotta invetriata, raffigurante
la natività realizzata da Andrea della Robbia nel 1487, mentre
nel tesoro della chiesa merita una citazione il ritratto di Pietro Speciale
opera del Laurana.