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Caro-pane, per un mese costerà meno

 

Da oggi fino al 15 aprile sconti volontari e promozioni serali

 
   

ROMA (14 marzo 2008) – Da oggi fino al 15 aprile i panificatori potranno decidere liberamente di fare sconti (libere anche le percentuali da applicare) sulle tipologie di pane più diffuse e, nelle ore prima della chiusura, su tutti i tipi di pane in vendita. Questo il risultato di quello che il garante per la Sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, ha definito «l’esito di un confronto molto utile» con le associazioni che rappresentano panificatori, artigiani e commercianti con i quali ha condiviso «un’analisi sulle dinamiche e sulla formazione dei prezzi, che hanno un’origine lontana e internazionale come l’aumento delle quotazioni internazionali del grano cresciute dell’80% in un anno e l’aumento della farina che ha registrato rincari, sulle

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principali borse di scambio, tra il 26-28% e il 40%». Secondo i dati forniti dall’Istat e contenuti nel dossier elaborato dal ministero dello Sviluppo economico, c’è stato un aumento del prezzo del pane (del tipo più diffuso) del 12,5% a gennaio 2008, rispetto all’anno precedente. «A fronte di questa situazione internazionale – spiega Mr. Prezzi – ho chiesto alla categoria dei panificatori, artigiani e commercianti un’assunzione di responsabilità, invitando i loro associati ad aderire all’appello, già da domani, ad adottare una politica temporanea, su base volontaria, di riduzione dei prezzi delle tipologie di pane più vendute e di invitare gli esercenti ad adottare politiche promozionali di sconto, nelle fasce orarie di fine giornata, anche per evitare il problema dell’invenduto». Quella che parte oggi vuole essere un’iniziativa concreta, ma non l’ultima in questo settore, poiché Lirosi ha rivolto lo stesso appello anche alle associazioni dell’industria molitoria, ai produttori di farina. Il tempo per far sapere ai consumatori dell’iniziativa scarseggia e Mr. prezzi ha invitato gli esercenti a munirsi di pennarello rosso, con il quale cancellare il vecchio prezzo e riportare quello nuovo, naturalmente scontato. Le associazioni invitate hanno accolto positivamente l’appello. «Non potevamo e non volevamo fare diversamente – osserva Claudio Conti, vicepresidente Assipan Confcommercio –. Se si potesse evitare il fenomeno del reso invenduto, che si quantifica in migliaia di quintali di pane buttato ogni giorno, potremmo prolungare oltre un mese questa iniziativa». Di sacrificio e sforzo economico hanno parlato i rappresentanti di Confartigianato e Cna alimentare secondo i quali «i panificatori sono già molto sotto pressione», mentre per Edvino Jeran di Federpanificatori è necessario che «una riduzione sostanziale dei costi sia applicata da tutta la filiera, non solo dall’ultimo anello». La Cia-Confederazione italiana agricoltori sostiene che ci vuole «un progetto sulla cerealicoltura di qualità che veda al centro territori, aziende e agricoltori», mentre la Coldiretti, sulle disparità dei prezzi del pane al consumo nelle diverse città italiane, sostiene che «l’andamento delle quotazioni del grano non può peraltro essere considerato un alibi per aumenti consistenti del prezzo al consumo sul quale il grano incide appena il 10%».

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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