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Caro-prezzi, riso al massimo storico

   

Dall’inizio dell’anno il cereale è aumentato del 40%

 
   

ROMA (31 marzo 2008) - Dopo il grano anche il prezzo del riso ha superato il massimo storico con un aumento del 40% dall’inizio dell’anno al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole. A comunicarlo è la Coldiretti nel sottolineare che il prezzo del riso per i future con consegna a maggio ha raggiunto i 19,67 dollari per hundredweight (pari a circa 50,8 chilogrammi). «L’aumento dei prezzi – sottolinea la Coldiretti – è dovuto alla forte riduzione delle scorte mondiali di riso che quest’anno, secondo il Dipartimento statunitense dell’agricoltura, non dovrebbero superare i 72 milioni di tonnellate, il livello più basso negli ultimi 25 anni». Secondo l’organizzazione

Riso
 
 
 
 
 
 
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agricola, «l’andamento del costo del petrolio e i suoi effetti sulle bollette energetiche insieme a quello delle materie prime agricole e le ricadute sulla spesa alimentare sono i fattori che maggiormente incidono sulle condizioni economiche dei cittadini a livello globale. Aumento della domanda dei Paesi emergenti, effetti del clima e speculazioni internazionali hanno spinto al massimo i valori di grano e riso che sono le due componenti fondamentali della dieta a livello internazionale». Uno scenario che prefigura un cambiamento delle gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo sviluppo di alternative energetiche nel sottolineare che questo deve significare una nuova attenzione per sostenere la crescita del settore a livello nazionale, comunitario ed internazionale. «All’interno dell’Unione europea è l’Italia – precisa la Coldiretti – il principale Paese produttore di riso la cui carenza a livello mondiale è stata fortemente condizionata dall’andamenti climatici sfavorevoli nel sud est asiatico ma anche dalla accresciuta domanda dei paesi emergenti. La Cina ha annunciato un aumento del prezzo pagato agli agricoltori al fine di garantirsi disponibilità di prodotto e raffreddare la crescita dell’inflazione interna in forte aumento proprio per effetto dei rincari nei prodotti alimentari». «Le Filippine, il principale Paese importatore di riso a livello globale, hanno annunciato un piano per mettere a coltura altri 600.000 ettari di riso mentre si temono rivolte per effetto dei rincari al consumo di un prodotto determinante per l’alimentazione. E se il Vietnam ha deciso di ridurre di un milione di tonnellate le esportazioni per contenere i prezzi interni e garantire la disponibilità alimentare la Cambogia – conclude la Coldiretti – ha addirittura vietato le esportazioni».

 
   
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