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Ecco i progetti in campo

   

Qualità e tracciabilità prima di tutto

 
   

PALERMO (8 febbraio 20008) - Qualità avanti tutta per il grano duro. Protagonisti i progetti del consorzio Gian Pietro Ballatore e della Stazione sperimentale di granicoltura della Sicilia. “Qualità e tracciabilità del grano duro in Sicilia” è il progetto che dal 2000 impegna il consorzio Ballatore con l’obiettivo di implementare un sistema di qualità base e di stoccaggio differenziato del grano duro nell’Isola. «Il grano veniva raccolto e ammassato in modo indifferenziato – spiega il dirigente del consorzio, Dino Messina –, ora si è passati a una valutazione differenziata della qualità merceologica delle partite di frumento che arrivano ai centri di stoccaggio». Nello specifico, continua Messina: «La valutazione è effettuata attraverso l’impiego di un moderno strumento analizzatore (Infratec) che

Infratec
 
 
 
 
 
 
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permette una rapida analisi della granella, individuando i principali parametri merceologici (proteine, glutine, peso specifico, umidità e colore giallo)». Un sistema di qualità certificato, standardizzato in ambito nazionale, e che ha riscosso grande successo. In numeri: «Siamo passati da nove centri di stoccaggio a una trentina nel giro di pochi anni, un record italiano. Se nel 2000 è stato valorizzato il 30% della produzione, nel 2007 la percentuale è salita al 64%. Un consenso testimoniato dal fatto che le 31 aziende partecipanti contribuiranno alle spese di gestione del progetto». «La qualità ha tante sfaccettature» spiega Giulia Gallo, direttrice della Stazione di cerealicoltura. «Per l’agricoltore è la resistenza alle fitopatie e alla siccità; in campo merceologico è sintetizzata dalla qualità della granella; per i pastai sta nella quantità e nella qualità delle proteine (almeno il 13%) e nel colore giallo; infine, qualità nella sicurezza alimentare significa assenza di metalli pesanti e contaminanti». Proprio su questo aspetto si concentra il progetto di “Valorizzazione del grano duro”, sul monitoraggio dei centri di stoccaggio per l’individuazione di eventuali composti micotossinici nel frumento. Finanziato dall’assessorato Agricoltura, coinvolge oltre alla stazione sperimentale, ente capofila, anche l’Ense (Ente nazionale sementi elette) e il Distef (Dipartimento di scienze e tecnologie fitosanitarie). Parallelamente, la Stazione conduce da anni lo studio per il “miglioramento genetico” del grano duro siciliano. «Se fino ad ora il miglioramento genetico ha lavorato per aumentare la quantità, adesso ci interessa sviluppare la qualità per difendere il pane di semola di grano duro made in Italy, assicurando ad agricoltori e pastai un giusto guadagno. Attualmente abbiamo in campo degli incroci al fine di ottenere nuove varietà ad alto contenuto proteico». «Se gli agricoltori non adotteranno le giuste tecniche colturali – esorta la Gallo – la ricerca andrà sprecata e di conseguenza non verranno sfruttate al meglio le nostre potenzialità genetiche».

 
   
terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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