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Grano duro, lo sviluppo è nel sistema |
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L'Isola ha chiuso la raccolta 2008 registrando un aumento nelle quantità e prezzi più bassi |
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| di Paola De Simone | ||||||||||||
PALERMO (25 novembre 2008) - Creare un progetto di rete condiviso da tutti gli attori della filiera. È questa, come riportato nel numero appena uscito di Terrà, la strategia da adottare per rafforzare produttivamente ed economicamente il comparto cerealicolo siciliano di fronte ai continui alti e bassi dei mercati e alle turbolenze finanziarie che sempre più minacciano i settori dell’economia reale. La linea guida, nello specifico, è rappresentata dal documento strategico del dipartimento Interventi infrastrutturali dell’assessorato Agricoltura della Regione Siciliana: quello dell’Economia della Conoscenza, secondo il quale attraverso la concertazione strategica e il coinvolgimento permanente, a diversi livelli, dei |
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soggetti cardine della filiera cerealicola si potranno individuare in maniera più efficace gli strumenti e le modalità migliori per soddisfare i fabbisogni del sistema imprenditoriale ed economico, non solo a parole ma con i fatti. Cosa fare? Da una analisi effettuata dagli uffici dell’assessorato emerge come la necessità di favorire la qualità e al contempo la concentrazione dell’offerta sia un must per aumentare la competitività sul mercato del grano duro siciliano, abbattendo così i costi di produzione. Tra i processi virtuosi messi in atto ci sono l’implementazione sempre più massiccia e capillare dello stoccaggio differenziato, per offrire al mercato un grano standardizzato per qualità e usi merceologici. A ciò si aggiunge la nascita, a giugno di quest’anno, del Borsino del grano di Enna che esige ora la partecipazione attiva dell’intera filiera per una più trasparente determinazione dei prezzi e la risoluzione del gap tra il costo delle materie prime e quelle dei trasformati. Tra le proposte emerge sempre più la necessità di una maggiore verticalizzazione della filiera tra la fase produttiva e quella della trasformazione e commercializzazione, attraverso i contratti di coltivazione, ma anche di un’organizzazione comune da attuare con il supporto di una maggiore informazione interna al sistema e sul territorio, cioè rivolta al consumatore. La macchina organizzativa della conoscenza, dunque, si è già messa in moto. I tavoli tecnici tra i rappresentanti della filiera e l’amministrazione, quale regista di questo nuovo progetto di rete, sono già una realtà. Ognuno, nel proprio ambito di competenze ed esigenze esprime un parere sul da farsi, e tutti concordano su un punto: senza ricerca non potrà esserci innovazione e competitività sul mercato. «La ricerca è un fattore di successo – sostiene Biagio Pecorino, presidente del Distretto regionale delle produzioni cerealicole – soprattutto quella applicata, sia sul fronte della qualità, con la valorizzazione delle cultivar tipiche, sia sul fronte dell’innovazione, per la riduzione dei costi che gravano sulla gestione delle imprese». E alla base della ricerca applicata c’è sempre il confronto con le aziende, attuabile solo tramite la costruzione di reti, anche non formali, nelle quali si possa dialogare in modo produttivo. Altri servizi
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| Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte. | ||||||