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SERVIZIO TRATTO DAL N.7-8/2010 DEL MENSILE TERRÀ
 
Cerealicoltura, nasce la filiera per combattere la crisi
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Siglato un accordo regionale. Obiettivo: tracciabilità e salubrità del prodotto
     
di Roberto Giaconia    
     
PALERMO (27 settembre 2010) - Tutti gli attori della filiera cerealicola siciliana, dai produttori ai trasformatori, sono pronti a fare la loro parte per uscire dalla crisi che ormai da alcuni anni colpisce il comparto. I numeri parlano chiaro: la superficie coltivata a cereali è diminuita del 12,3% rispetto al 2009, anno in cui c’era già stata una contrazione del 24% rispetto al 2008; mentre la produzione è scesa dell’8,9% rispetto alla campagna precedente. E anche sul fronte prezzi i dati non sono certo confortanti. A luglio, infatti, il grano duro in Sicilia è stato pagato, in media, intorno ai 16,8 euro per tonnellata, contro i 23,14 euro di un anno fa. Per far fronte a una crisi di tali proporzioni l’amministrazione regionale punta a rilanciare il prodotto, e i
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suoi derivati, valorizzando le caratteristiche uniche del grano duro siciliano. E per farlo si avvale anche del supporto scientifico fornito dal Consorzio di ricerca Gian Pietro Ballatore che, ormai dal 2000, ha messo in campo una rete di monitoraggio, nell’ambito del progetto “Qualità e tracciabilità del grano duro siciliano”.

Presso i centri di ammasso aderenti al progetto, infatti, gli esperti del Ballatore “passano al setaccio” la granella attraverso analizzatori a infrarosso che effettuano gli esami sulla cariosside di frumento. I risultati di quest’anno testimoniano un aumento delle rese e del peso specifico della granella, a fronte di una lieve diminuzione del contenuto proteico, in linea col trend nazionale. Ma anche in questo caso, nonostante il calo, c’è un dato positivo da non sottovalutare: il frumento con la maggiore percentuale di proteine in Italia viene proprio dalla Sicilia, in particolare dalla provincia di Palermo. Se a ciò si aggiunge l’ormai comprovata salubrità dei chicchi siciliani, data dalla totale assenza di micotossine, ecco che sul piatto ci sono tutti gli ingredienti indispensabili per un rilancio del comparto incentrato sulla qualità. Ed è partendo da queste basi, nell’ambito del progetto “Implementazione di un sistema di certificazione per la pasta e il pane di grano duro siciliano” che nei mesi scorsi aveva portato alla nascita del marchio collettivo “Pasta di grano duro siciliano” (vedi servizio di copertina di Terrà n. 8-12 del 2009), che prende spunto un’iniziativa unica nel suo genere in Sicilia: l’accordo quadro per la filiera cerealicola messo in campo dall’assessorato per le Risorse agricole e alimentari e dal Ballatore. È la prima volta, infatti, che nell’Isola gli attori della filiera si riuniscono per fare “sistema” con lo scopo di rilanciare il comparto attraverso produzioni di grano e suoi derivati (pane e pasta) di qualità certificata, che garantiscano a tutti gli operatori un giusto indennizzo e ai consumatori la completa tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti.

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terrà Testata dell'assessorato delle Risorse Agricole e Alimentari - Regione Siciliana - Pubblicazione ex L r. 73/77 art. 4, c. L - Registrazione al tribunale di Palermo al numero 4 del 13/01/2005 - Iscrizione al registro degli operatori delle comunicazioni (Roc) al numero 12447. Testi e foto pubblicati potranno essere utilizzati previo consenso e citando la fonte.
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