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Grano in flessione del 5%, il pane no

 

Intanto sono già 2500 le telefonate al numero anti-rincari

 
   

ROMA (18 marzo 2008) - «Il prezzo del grano crolla di oltre il 5% in un solo giorno e scende sui 0,27 euro al chilo al Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio internazionale delle materie prime agricole». A renderlo noto la Coldiretti nel sottolineare che il prezzo del grano ha invertito la rotta per aprire la settimana con un segno negativo e un prezzo fissato per bushel (27,2 chili) pari 11,35 dollari, nel giorno di apertura per i future con consegna a maggio. «Come già accaduto nel passato la riduzione del prezzo del grano – afferma l’organizzazione agricola – non si traduce in un calo dei prezzi di vendita del pane, il cui costo dipende per quasi il 90% da fattori diversi dalla materia

Grano
 
 
 
 
 
 
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prima. Lo dimostra il fatto che mentre il prezzo del grano è fissato quotidianamente dal Chicago Board of Trade e praticamente non varia da Paese a Paese, il prezzo medio del pane raddoppia tra Napoli (1,90 euro/chilo) e Milano (3,56 euro/chilo), mostrando un forte variabilità nelle diverse città, con valori che variano tra i 3,45 euro al chilo a Bologna, 2,55 euro al chilo a Palermo, 2,43 a Torino, 2,26 a Roma e 2,20 a Bari». Quindi, conclude la Coldiretti, «il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari a vantaggio dei consumatori non si affronta riducendo quello dei prodotti agricoli, che riesce a malapena a coprire i costi di produzione, ma eliminando le diseconomie nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola lungo il quale in media i prezzi aumentano di 5 volte, che diventano 10 dal grano al pane». Intanto, a tre settimane dall’attivazione sono state circa 2500 le telefonate gestite dal numero verde unico delle Camere di commercio italiane, istituito per collaborare con il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Antonio Lirosi, nel monitoraggio delle dinamiche dei prezzi e delle tariffe pubbliche locali. Di queste 1.652 hanno dato luogo a segnalazioni inviate contemporaneamente agli uffici prezzi e tariffe delle Camere di commercio della provincia di provenienza e all’Ufficio del garante per la sorveglianza dei prezzi. In particolare nella terza settimana si sono registrate 268 segnalazioni in diminuzione rispetto alle 316 della seconda e alle 1.068 rilevate nella prima settimana dell’avvio del servizio. Presso le Camere di commercio, tradizionalmente impegnate nel monitoraggio dei fenomeni economici territoriali attraverso Osservatori locali, sono inoltre stati avviati dei tavoli permanenti con rappresentanti di imprese, consumatori e enti locali che consentiranno anche di dare seguito, con analisi e suggerimenti, alle segnalazioni di quei prodotti e servizi che presentano, nelle diverse realtà locali, tensioni sui prezzi e tariffe più elevate. Le categorie merceologiche più segnalate sono state nel complesso: alimentari (51,2%), bollette (11,5%), prodotti energetici (7,9%), assicurazioni e banche (6,8%). Il numero verde 800955959 funzionante dal 25 febbraio, nell’ambito della collaborazione fra Unioncamere e ministero dello Sviluppo economico, è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 15.

 
   
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